Moio della Civitella: due progetti per i percettori del reddito di cittadinanza

Per alcuni mesi, quindi, i cittadini beneficiari del sostegno al reddito erogato dallo Stato saranno protagonisti di due progetti, la cui realizzazione prevede per ciascun soggetto partecipante la durata minima di 30 giorni

Anche il Comune di Moio della Civitella, con a capo il sindaco Enrico Gnarra, è pronto ad utilizzare i percettori del reddito di cittadinanza per lavori di pubblica utilità. 

Per alcuni mesi, quindi, i cittadini beneficiari del sostegno al reddito erogato dallo Stato saranno protagonisti di due progetti, la cui realizzazione prevede per ciascun soggetto partecipante la durata minima di 30 giorni.

I Progetti di Pubblica Utilità di Moio della Civitella

In particolare si tratta dei P.U.C denominati “Adottiamo il territorio” e “Solidarietà a tutto campo”. Il primo progetto si pone l’obiettivo di sviluppare il senso civico dei cittadini, che saranno chiamati a partecipare alla cura del territorio con la pulizia delle strade, delle aree pubbliche, del demanio e con la piccola manutenzione che si rende di volta in volta necessaria.

Il progetto “Solidarietà a tutto campo”, invece si pone l’obiettivo di sviluppare il senso di solidarietà dei beneficiari impiegandoli in attività di servizio alla persona e/o al territorio e/o agli uffici che saranno di volta in volta individuati dai servizi sociali.

La fase 2 del reddito di cittadinanza, quella in cui i percettori sono obbligati a svolgere lavori di pubblica utilità presso il comune di residenza, ha preso il via con il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’ 8 gennaio 2020. I beneficiari del reddito di cittadinanza, tranne gli esonerati, devono essere convocati da parte dei centri per l’impiego con la firma del Patto per il lavoro. 

Si tratta di prestazioni non retribuite, la mancata accettazione della condizione stabilita dal decreto da parte di uno dei componenti del nucleo familiare determina la decadenza del sussidio; l’attività deve essere svolta per un minimo di otto ore settimanali e un massimo di 16 ore alla settimana.

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