Chiesto rinvio a giudizio per vertici Agropoli Servizi ed ex sindaco

Il Pm ha chiesto il rinvio a giudizio per vertici di Agropoli Servizi, Adamo Coppola, rappresentanti di una coop e una società

AGROPOLI. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vallo della Lucania ha chiesto il rinvio a giudizio per sei persone, accusate a vario titolo di peculato, falsità ideologica ed errore determinato dall’altrui inganno. Tra di loro alcuni rappresentanti della società partecipata Agropoli Cilento Servizi e l’ex sindaco Adamo Coppola.

Indagine su Agropoli Cilento Servizi e bilancio comunale: l’udienza

Il provvedimento è stato notificato nei giorni scorsi. I sei dovranno comparire dinanzi ai giudici il prossimo 6 settembre per l’udienza preliminare. Spetterà al GUP, Sergio Marotta, valutare se accogliere la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal Pm Vincenzo Palumbo.

Le accuse si riferiscono a fatti che sarebbero avvenuti tra il 2016 e il 2018.

Le accuse

Una prima contestazione riguarda Domenico Gorga (presidente dell’Agropoli Cilento Servizi) e i direttori che si sono succeduti (Fabio Serafini e Giuseppe Capozzolo). Questi, «avendo la disponibilità del denaro gestito dall’Agropoli Cilento Servizi, si appropriavano della somma di euro 1.080,15 distraendola per finalità non istituzionali; in particolare disponevano il pagamento di fatture relative al rifornimento di carburante per veicoli non appartenenti all’Agropoli Cilento Servizi», scrive il Pm.

Nel mirino della Procura anche il pagamento di circa 1700 euro per una fattura relativa ad una cena avvenuta presso un ristorante della zona (una cena sociale) e ulteriori risorse utilizzate per l’acquisto di panettoni «distraendole – stando al Pm – per finalità non istituzionali».

Il Pm Palumbo poi, ha puntato i riflettori anche sul rapporto tra l’Agropoli Cilento Servizi ed una cooperativa alla quale nel 2016 sarebbero stati affidati lavori che non sarebbero stati verificati e sarebbero avvenuti «in assenza di qualsivoglia atto di affidamento del servizio».

Ipotesi di reato anche per il versamento di una somma di 4000 euro in favore di una società per il servizio di manutenzione e livellamento spiagge. L’affidamento si sarebbe rivelato «fittizio, atteso che l’oggetto sociale della società era quello di commercio all’ingrosso e al dettaglio di autovetture e di autoveicoli leggeri ed in mancanza di qualsivoglia attestazione di esecuzione o controllo sui lavori eseguiti».

Le contestazioni al sindaco Adamo Coppola

Per l’ex sindaco Adamo Coppola, invece, le accuse sono relative al periodo tra il 2016 e il 2017 in cui ricopriva il ruolo di assessore al bilancio dell’amministrazione Alfieri. Coppola, in concorso con Giuseppe Capozzolo, in qualità di responsabile finanziario del Comune di Agropoli, è accusato di aver formato «un atto falso quale proposta di approvazione del rendiconto dell’esercizio finanziario 2016, così inducento in errore il Consiglio Comunale di Agropoli che con deliberazione approvava il rendiconto dell’esecizio finanziario 2016, così formando una delibera viziata da falsità ideologica».

Nello specifico sarebbe stata «indicata falsamente come parte destinata agli investimenti, l’importo di 2.890.105,29 anziché l’importo di euro 5.942.830,53 in guisa di alterare il valore algebrico negativo del totale della parte disponibile, così occultando un disavanzo tecnico da recuperare peri a euro 2.180.403,57 e, per l’effetto, falsando il valore complessivo del disavanzo».

Tutti i coinvolti avranno la possibilità di difendersi dalle accuse e manifestare le proprie ragioni tramite i propri difensori. Sarà poi il Gup a decidere se accogliere la richiesta di rinvio a giudizio o chiudere il caso.

Non sono mancate polemiche per la tempistica della richiesta di rinvio a giudizio, notificata a poco più di una settimana dal voto.

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Redazione Infocilento

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7 commenti

  1. Tanto tuonò che piovve! Vuoi vedere che a furia di gridare la Magistratura ,quella con la M maiuscola, si sta svegliando, lo spero per il bene di tutti.

  2. Si però adesso evitiamo speculazioni. Basta solo farlo sapere a tutti gli elettori. Ognuno ne trarrà le sue debite conclusioni

  3. Il P.M ha visto a corto. Ha dimenticato di vedere come operava Cilento Servizi, braccio operativo del Comune. Quei conti sono stati approvati dal Consiglio comunale, quindi le accuse andavo estese anche ai consiglieri che li hanno approvato. E c’è molto di più!
    Marotta? Lasciatelo giudicare. È il caso di andarsi a costituire parte civile…….

    1. Bravo Gerardo, ancora di più, dovrebbero pagare i consiglieri di maggioranza che ,alzando la mano senza sapere il perché, hanno approvato tutti i brogli messi in atto dall’amministrazione .Così in seguito non avrebbero alzato tanto facilmente il braccio.

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