San Mauro Cilento: si chiude la settimana dell’Addolorata

Domani l'immagine della Vergine tornerà nella sua cappella

La ricorrenza della “Madonna Addolorata” rappresenta uno dei momenti più significativi per la comunità di San Mauro Cilento.
L’origine della festa risale alla fine del 1600 e si lega alla presenza dei Servi di Maria, giunti a San Mauro Cilento per qualche missione.

C’è però una leggenda, risalente a qualche anno dopo, che collega la celebrazione “alla venuta della pioggia” invocata dalle genti locali in seguito ad un lungo periodo di siccità.

Questo il racconto del professore Osvaldo Marrocco, cultore di storia locale:

«Il 1764 è un anno di grande carestia che riduce alla fame molte terre del Regno. Per questo è registrato un intensificarsi della devozione dei Sette Dolori: si susseguono a ritmo serrato le celebrazioni di messe e la Coronella del Venerdì è seguita con particolare concorso di popolo.
E’ il venerdì in Albis, 27 aprile 1764, giorno della celebrazione della Festa liturgica della Beata Vergine Addolorata (come dal decreto di Benedetto XIII) e gran folla di fedeli, con devota speranza, aveva partecipato al sacro rito nella cappella omonima.
Il corteo, con D. Domenico Guariglia (parroco dal 1758 al 1767) con la confraternita e col popolo, “porta” l’icona lignea attraverso un percorso “rurale”, per implorare la pioggia.
All’altezza della chiesa parrocchiale, comincia a piovere e per non far bagnare il prezioso manto della statua, trovano in essa riparo.
Il venerdì e il sabato l’icona dell’Addolorata rimane nella chiesa, fatta oggetto di continua venerazione; la domenica verrà poi riportata in solenne processione nella sua dimora originaria».

Così, è divenuta secolare, una tradizione vissuta con immensa devozione dalla popolazione ancora oggi: il Lunedì in Albis si ripete “la discesa della Madonna” verso la Chiesa Madre, dove resta in venerazione fino alla Domenica successiva. Domani l’immagine della Vergine tornerà nella sua cappella.

Storicamente la processione è accompagnata da numerosi fedeli, dalle “cente” e dall’intonazione dei canti tipici mariani.

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Luisa Monaco

Appassionata di fotografia, studia all'accademia delle arti. Ama scrivere e disegnare, segue la politica e la cronaca del suo territorio.

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