A Montano Antilia l’ultimo saluto ad Antonietta e Sharon

Una sola bara per i corpi della donna morta dopo tre mesi di ricovero e per la figlioletta

MONTANO ANTILIA. Una bara per Antonietta e la piccola Sharon e tante rose per salutare mamma e figlioletta. Ieri a Montano Antilia, nella chiesa Santissima Annunziata, si sono svolti i funerali di Antonietta Delli Santi, la giovane di 26 anni deceduta domenica sera dopo tre mesi di ricovero nel reparto di Rianimazione del Policlinico Federico II di Napoli.

Antonietta, che ancora non si era vaccinata, così le aveva consigliato il ginecologo, è risultata positiva alla 24esima settimana di gravidanza. Immediato il parto prematuro che ha portato alla luce la piccola Sharon; purtroppo, però, il suo cuoricino ha smesso di battere poco dopo.

L’ultimo saluto ad Antonietta e Sharon

Al funerale Papà Salvatore non si è mai allontanato dal feretro. Fino all’ultimo istante la sua mano è rimasta poggiata sulla bara. Una scena straziante. Il dolore di un uomo che ha perso la mamma dei suoi figli e ancor prima aveva dovuto dire addio al suo piccolo angelo.

Al suo fianco la signora Carmela, mamma di Antonietta, e gli altri familiari della sfortunata ragazza. «Dovete essere forti, noi tutti siamo con voi – le parole del sindaco Luciano Trivelli rivolte alla famiglia di Antonietta – la vostra tragedia ha colpito il cuore di tutti, Antonietta ha lottato contro il terribile mostro per tre mesi ma il suo cuore non ha più retto». Il primo cittadino a stento è riuscito a trattenere le lacrime come i tanti concittadini presenti in Chiesa.

Anche la comunità di Ascea con il vicesindaco Stefano Sansone non ha fatto mancare la sua vicinanza alla famiglia di Antonietta.

Alle esequie momenti di commozione e dolore

La giovane donna dopo il matrimonio si era trasferita nella località costiera. Ad Ascea viveva con Salvatore e il loro primo figlio Gaspare di due anni. «Non si può morire così giovani», le parole della mamma di Antonietta anche durante l’ultimo saluto. La donna più volte si è inginocchiata per stringere in un lungo abbraccio la bara: «La mia Antonietta se n’è andata troppo presto».

La donna affranta dal dolore negli ultimi tre lunghi mesi non è stata mai lasciata sola, «ho sentito sempre – dice – il sostegno della preghiera della mia comunità».

La salma di Antonietta è arrivata direttamente da Napoli. Alla famiglia e a tutta la comunità frastornata che ancora cerca di dare una spiegazione a quanto accaduto sono arrivate le toccanti parole del parroco Don Aniello Carinci, che già ieri aveva definito Antonietta e la sua figlioletta «Martiri del Covid». «Siamo qui per inneggiare alla vita e pronunciare parole di speranza – ha detto il sacerdote – quando si parla di una mamma significa guardare a colei che mette alla luce e vogliamo essere sorretti dalla Beata Vergine. Non è giusto non piangere, dobbiamo farlo perché è giusto gridare al signore quello stiamo provando e le lacrime sono espressione di quello che le parole non riescono ad esprimere in un momento di così forte dolore».

Ad accompagnare la salma di Antonietta e Sharon all’uscita della chiesa un lungo applauso e tanti palloncini bianchi. 

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