Cilento: 11 anni fa la Dieta Mediterranea diventava patrimonio Unesco

Il 16 novembre 2010, a Nairobi, la Dieta Mediterranea veniva iscritta nella Lista Unesco del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità

Il 16 novembre 2010 a Nairobi, l’Unesco ha iscritto la Dieta Mediterranea nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’Umanità. Un modello  nutrizionale ispirato alle abitudini alimentari tradizionali di sei paesi europei e uno africano del bacino del Mediterraneo: Italia, Grecia, Spagna, Cipro, Croazia, Portogallo e Marocco.

Il Cilento ha avuto un ruolo importante perché proprio da qui sono partiti gli studi relativi a questo stile di vita. Il riconoscimento Unesco, cui si aggiunge quello di Comunità Emblematica per l’Italia, ha inoltre avuto la spinta importante del compianto Angelo Vassallo.

L’importanza della Dieta Mediterranea

La Dieta Mediterranea è la dieta dei nostri nonni e bisnonni: cereali, legumi, carne e pesce, frutta fresca e verdura sono gli alimenti alla base della dieta mediterranea che secondo gli esperti garantirebbe, rispettivamente, un tasso di mortalità ridotto di 11 e di 14 punti percentuali.

Perciò un uomo sano di 60 anni che segua con regolarità la Dieta mediterranea, vivrà in media almeno un anno più di un suo coetaneo incredulo dei benefici di questo regime alimentare, a parità di altri elementi e fattori.

La longevità

Il “rapporto dieta-longevità” deriva secondo i medici dal fatto che la Dieta mediterranea fornisce forti quantità degli antiossidanti che neutralizzano i danni cellulari causati dai “radicali liberi” derivati dalla ossidazione degli alimenti metabolizzati. La fedeltà ai sapori e agli ingredienti mediterranei  premia dunque i consumatori, garantendo loro un migliore stato di salute ed aspettative di vita maggiori.

Specie nei paesi ricchi dell’Occidente nei quali non ci sono più la fame né disturbi da sottoalimentazione, i dati epidemiologici risultati dalla ricerca, rilanciano quindi il senso ed il valore delle diete non già tanto come criteri di riduzione del peso corporeo. Bensì, come “modus vivendi” finalizzati alla salute e al benessere in una fase in cui aumentano i disturbi causati dal disordine nutrizionale, dalla sovralimentazione, dagli squilibri alimentari. Malattie come infarto, diabete, ipertensione, ictus, disfunzioni circolatorie, coronariche, osteoarticolari per arrivare ai tumori sono legate strettamente a fattori dietetici.

Iscrivi anche alla nostra community su Facebook


CONTINUA A LEGGERE

Sergio Pinto

Inizia da giovanissimo l'attività di giornalista, dapprima collaborando per una radio locale, poi fondando un free press nel territorio di Casal Velino. Successivamente ha lavorato con i quotidiani "La Città", "Il Mattino" e "L'Opinione". Fondatore della casa editrice e studio di comunicazione Qwerty, è stato editore e direttore responsabile del mensile "L'Informazione", distribuito su tutto il territorio cilentano. Dal 2009 è direttore di InfoCilento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.