Abuso d’ufficio: le motivazioni della condanna per ex sindaco e funzionari di Santa Marina

Delle nomine avvenute tra il 2013 e il 2014 non sulla base di "idonea procedura selettiva" ma "intuito personae"

SANTA MARINA. Sono state depositate nei giorni scorsi le motivazioni della sentenza di primo grado con cui il tribunale di Lagonegro ha condannato l’ex sindaco di Santa Marina Dionigi Fortunato e insieme a lui tre funzionari del Comune. Erano accusati di abuso d’ufficio in concorso.

Abuso d’ufficio: le accuse

Stando alle accuse Fortunato, violando le norme “che stabiliscono il principio di separazione tra le competenze dell’organo politico e quello amministrativo” e violando la regole per cui le amministrazioni “per specifiche esigenze cui non possono fare fronte con personale in servizio possono conferire esclusivamente incarichi individuali con contratti di lavoro autonomo a fronte di obiettivi e progetti specifici“, avrebbe proceduto a delle nuove nomine tra il 2013 e il 2014, non sulla base di “idonea procedura selettiva” ma con una nomina “intuito personae”.

Il procedimento giudiziario era partito in seguito ad una segnalazione di Antonio Berretti, già funzionario dell’ufficio tecnico comunale e lui stesso finito al centro del procedimento. Quest’ultimo aveva evidenziato una serie di criticità nell’ambito dell’Ente; una ingerenza della politica nella macchina amministrative e soprattutto l’avvio di provvedimenti posti in essere dal sindaco che avrebbero portato un ingiusto profitto ad alcuni funzionari.

Le decisioni dei giudici

Talune irregolarità sono state confermate dagli stessi giudici che hanno censurato il comportamento degli imputati evidenziando proprio la mancata separazione tra apparato amministrativo e apparato politico con un rischio concreto che i dirigenti nominati perdessero la loro autonomia.

In particolare nella sentenza si precisa come nell’individuazione dei dirigenti “si è previsto come metro di selezione il mero gradimento del sindaco con ciò facendo irragionevolmente l’organo di vertice dell’apparato burocratico un semplice collaboratore del sindaco”.

Ma non solo: motivando la condanna i giudici hanno espresso perplessità anche sulle modalità con cui venne pubblicato l’avviso pubblico di selezione: on line sul sito del Comune di Santa Marina per 10 giorni a cavallo di Ferragosto.

Il colloquio, inoltre, sarebbe avvenuto senza menzionare le materie relative ai settori di competenza dirigenti. Per il tribunale, quindi sono “illegittimi i provvedimenti di nomina dei funzionari”.

Di conseguenza è stato messo messo in evidenza un “ingiusto profitto di dirigenti” in quanto “percepiscono somme non dovute poiché frutto di atti illegittimi di nomina”.

La posizione del Comune

Il Comune di Santa Marina, che non si è mai costituito parte civile, eppure sarebbe stato il soggetto danneggiato che ha visto occupati posti da funzionari che sarebbero stati più a servizio della parte politica che della collettività e di conseguenza avrebbero ricevuto somme non spettanti.

Il Tribunale, nel giudizio di primo grado, aveva confermato la responsabilità dell’allora sindaco Dionigi Fortunato, ma al contempo precisando che la stessa responsabilità va riconosciuta “anche per coloro che dal primo sono stati beneficiati” della condotta.

Se l’ex primo cittadino era stato condannato a 2 anni e mezzo di reclusione, i funzionari avevano ricevuto la condanna ad un anno e 8 mesi. Per tutti era scattata anche l’interdizione dai pubblici uffici.

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Redazione Infocilento

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