“Un cerotto per l’amore”

La rubrica di psicologia con Manuela Fagone

L’amore malato è l’amore che fa solo stare male, che crea dipendenza, che inficia la nostra autostima, che ci manipola.
Esistono tante tipologie di amore tossico, di seguito ne elencheremo alcune, per approfondirne i sintomi e come riconoscerli, anche se il consiglio principale è sempre lo stesso: se vi sentite male in una relazione, non abbiate paura a chiedere aiuto e cercate di farvi seguire da uno specialista.

Dipendenza affettiva

La dipendenza affettiva può essere considerato un sintomo di amore malato già di per sé, ma normalmente è un sintomo associato ad altre patologie (dal disturbo borderline a quello narcisistico).
La dipendenza affettiva si caratterizza per una dipendenza emotiva verso un’altra persona. E se anche non è considerata una vera e propria patologia, è sicuramente codificata come una “new Addiction” secondo il DSM-5.
Alcuni sintomi della dipendenza affettiva sono:

  • Controllo estremo della propria relazione
  • Incapacità di restare senza il partner, tanto da provare una vera e propria astinenza quando questi è assente
  • Non riuscire a lasciare il partner, nonostante il dolore
  • Concentrare tutti i propri sforzi sulla relazione dimenticando il resto

Perché identifichiamo una situazione di dipendenza affettiva come una relazione malata?
Perché l’indipendenza è fondamentale per stare bene: la coppia deve essere un insieme di due individui separati che si amano e rispettano, ognuno con la propria individualità.
Quando questo non accade, si corre il rischio di soffrire molto, e di riversare nel partner ideali e aspettative che non gli corrispondono.

Amore narcisista

I partner narcisisti si presentano all’inizio con una personalità seduttrice e affascinante, rendendo difficile inquadrarli in una cornice patologica.
Alcuni segnali che possono fare pensare a una personalità narcisista o oppressiva, potrebbero essere per esempio dichiarazioni di amore dopo pochi incontri (dal dichiararsi innamorati ad affermazioni tipo “sei il mio amore”). Non si può generalizzare, ma normalmente affermazioni come queste ai primi incontri, potrebbero essere utilizzate dai narcisisti per sedurre e attirare a sé le persone.

Il narcisista, in particolare il narcisista perverso, è riconoscibile per la sua capacità di manipolare le persone, il suo egoncentrismo e la poco empatia.
Il narcisista punta sempre a colpevolizzare l’altro per qualsiasi cosa, giocando da un lato sul vittimismo e dall’altro sul senso di colpa per creare una relazione di dipendenza e distruggere l’autostima del partner.
Alcuni sintomi di narcisismo, come quello perverso appunto, sono la violenza e l’aggressività per riuscire a dominare l’altro. Questo tipo di patologia nasce normalmente da traumi della sfera affettiva.
Avere accanto una persona che soffre di questo disturbo può essere molto doloroso e può arrecare danni emotivi: è importante chiedere aiuto se si riconoscono i sintomi di questa patologia.

L’amore vittimista e approfittatore

In maniera gergale si può parlare di sindrome della crocerossina, (o del croce rossino) quando si parla di amore vittimista o approffittatore: una dipendenza su due fronti in cui da un lato abbiamo la persona che fa continuamente la vittima (o ha davvero dei problemi, ma che in ogni caso si presenta come bisognosa d’aiuto) e dall’altro lato la persona che non riesce a vivere se non si occupa di qualcuno.

Una forma di codipendenza profonda che crea un legame molto forte tra le due persone, che rischia però di distruggerle entrambe. Perché il vittimista o approfittatore non farà che riversare tutti i suoi problemi sull’altro, senza però fare caso a quelli dell’altro.
Mentre la crocerossina/o non farà altro che sobbarcarsi i problemi, senza trovare lo spazio per esprimere sé stessa e che ovviamente può portare dei danni profondi al proprio sé.

Questi legami si basano su problemi di autostima e traumi legati alla sfera affettiva, e se anche non dovessero arrivare a condizioni patologiche, è importante approfondire questo malessere: tutti ci meritiamo di essere amati e di vivere relazioni sane e complete dove potersi esprimere.
In questo caso la terapia può aiutarci a superare ciò che ci fa stare male.

Amore Borderline

Il disturbo Borderline è uno dei disturbi di personalità più complessi e più dolorosi: trovarsi coinvolti in un amore borderline può essere molto doloroso. Questo tipo di disturbo si configura infatti con aspetti disadattivi molto forti: instabilità emotiva e relazionale, atteggiamenti auto-distruttivi e suicidari, scarsa empatia e forte sensibilità, perdita del contatto con la realtà.

Tutti questi sintomi opposti possono presentarsi a distanza di poco tempo, creando una confusione e dolore molto forti. È importante riconoscere questi sintomi e chiedere aiuto a un terapista.

Amore oppressivo

La gelosia, limitare gli spazi dell’altro, la mancanza di fiducia, fino allo stalking e alla violenza psicologica: potrebbero essere tutti sintomi di un amore ossessivo o oppressivo.
Non si può incasellare questo tipo di amore in una patologia definita, ma é importante capire quando l’amore è ossessivo e oppressivo.
La libertà di essere sé stessi, di uscire con gli amici, di avere i propri spazi è fondamentale anche quando si sta in coppia. Se una persona ti minaccia, fa leva sul tuo senso di colpa o tende a controllarti normalmente è indice del fatto che ti trovi in una relazione tossica.

Come fare a uscirne? La maggior parte delle relazioni tossiche si basa sul tentativo di instaurare una forte dipendenza nel partner, cercando di minare l’autostima, in modo di avere il controllo della relazione.
Se vi sentite intrappolati in una relazione che sta minando la vostra libertà personale, cercate di chiedere aiuto il prima possibile a qualcuno vicino a voi e a un professionista perché vi aiuti a uscire da un amore ossessivo.

Amore codipendente

L’amore codipendente è tipico delle storie d’amore in cui si presenta una componente narcisistica o borderline.

Amore ossessivo

Esiste un vero e proprio disturbo che viene dominato disturbo ossessivo-compulsivo da relazione. In questo caso si tratta di persone ossessionate dalla propria relazione e che non riescono a vedere altro, ma in una forma patologica.
Il disturbo ossessivo compulsivo da relazione si manifesta non attraverso l’ossessione verso l’altro o la relazione, ma anche attraverso comportamenti sistematici (ossia delle compulsioni) che la persona cerca di mettere in atto per limitare i danni della sua ossessione.

Ci sono altri tipi di comportamenti e relazioni che possono mettere alla prova la nostra autostima o tranquillità, o a livello più grave la nostra salute fisica e mentale. L’amore non fa male e non tratta male. Se stai giustificando atteggiamenti del tuo partner che ti fanno stare male, vuol dire che qualcosa non va. Non avere paura di chiedere aiuto: ricorda che avere qualcuno accanto, sopratutto uno specialista può aiutarti ad uscire da situazioni complesse.

Per uscire da un amore malato, il primo passo è accettare il fatto che la relazione non va bene e che dobbiamo lasciarla andare, senza accusarci attraverso il senso di colpa o respingendo il dolore. Il dolore è sintomo che qualcosa non sta andando bene: dobbiamo essere in grado di ascoltarlo e accettarlo per poterlo superare.

É necessario:

  1. Accettare ed ammettere il fatto che la nostra relazione è malata e che ci sta facendo del male. Come abbiamo accennato prima, il punto è capire che non è colpa nostra se la relazione sta andando male e che effettivamente esistono dei problemi.
  2. Ascoltare sé stessi. Se vediamo che quello che stiamo vivendo ci fa stare male, o non siamo contenti, o ci sentiamo annientati da quello che stiamo vivendo, è importante ascoltarci e capire che forse è giunto il momento di voltare pagina.
  3. Agire. Se ci siamo accorti che stiamo male e che la relazione che stiamo vivendo è malata o patologica è importante riuscire ad agire e non lasciare che le cose continuino ad andare senza il nostro intervento. Purtroppo solo noi possiamo essere in grado di chiudere una relazione tossica o cercare di correggere gli atteggiamenti o i problemi che si sono creati.
  4. Amati! Imparare ad amare sé stessi è uno scoglio importante da superare. Normalmente coloro che si trovano coinvolti in relazione tossiche sono persone con poca autostima (o che l’hanno perso durante la relazione) o che non si sono sentite mai amate: è importante ricordarsi che siamo delle persone degne di essere amati e speciali.
  5. Chiedere aiuto (e lasciarsi aiutare). Anche chiedere aiuto è un passo fondamentale: essere seguiti da un terapista e avere l’appoggio delle persone che ci vogliono bene, può rendere questo processo più efficace e, forse, più facile.

Questi passi per chiudere una storia sbagliata sono solo consigli che devono essere accompagnati dalla presenza di un terapeuta in caso ci si trovi davanti a patologie vere e proprie.

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