Alta Velocità: i comuni di Cilento e Vallo di Diano si dividono

Comuni approvano atti a sostegno dell'una e dell'altra tratta

La questione Alta Velocità continua a dividere i comuni del Cilento e Vallo di Diano. Due le opposte fazioni: una propende per la linea che da Napoli raggiungerebbe la Calabria transitando per il comprensorio interno, l’altra sostiene la variante Ogliastro – Sapri che di fatto escluderebbe solo parzialmente la costa. I comuni del Vallo di Diano e degli Alburni appoggiano la prima ipotesi presentata da Rfi nelle scorse settimane; quelli del Cilento la seconda, la cui progettazione risale al 2016.

Alta velocità, i provvedimenti dei sindaci

Gli ultimi comuni in ordine di tempo ad approvare atti a sostegno dell’uno o dell’altro tracciato sono Sanza, Corleto Monforte e Castelnuovo Cilento. I primi due, su sollecitazione della Comunità Montana Vallo di Diano, hanno condiviso pienamente l’ipotesi progettuale che prevede il passaggio dell’Alta Velocità nel Vallo di Diano.

“Il progetto ferroviario dell’Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria, presentato da Rfi, rappresenta una grande opportunità per tutto il Mezzogiorno, rompendo l’isolamento di aree che, ancorché interne ed ancora svantaggiate, sono in grado di esprimere un grande potenziale di sviluppo, con evidenti benefici per la stessa crescita del sistema Paese”, evidenziano da Sanza. E aggiungono: “da parte dei tecnici di RFI si va delineando l’interesse ad accorciare il tratto che da Salerno porta a Praia a Mare, venendosi a concretizzare l’ipotesi progettuale che vedrebbe il Vallo di Diano direttamente interessato dal tracciato dell’ Alta Velocità con l’impegno, questo è chiaro, a realizzare una fermata ferroviaria nell’area sud del Vallo di Diano, nodo strategico con la Val D’Agri, il lagonegrese ed il Golfo di Policastro, oltre che per la viabilità stradale con il Cilento (vedi variante SS Bussentina)”.

Per l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Vittorio Esposito, l’Alta Velocità nel Vallo di Diano l’opportunità “concreta per creare i presupposti per un profondo mutamento dell’assetto territoriale, con riflessi positivi per le stesse dinamiche di sviluppo socio-economico”.

Di diverso avviso Castelnuovo Cilento. L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Eros Lamaida, ha infatti scelto di accogliere la richiesta avanzata dai comuni di Sapri, Vallo della Lucania ed Agropoli di far voti per non escludere il Cilento dall’alta velocità. Una proposta che stanno sostenendo vari enti del territorio, comuni e unioni di comuni come quella Alto Cilento.

Nessuna stazione prevista nel Cilento e Vallo di Diano

In ogni caso, al momento, le due proposte progettuali previste da Rfi non contemplano stazioni alta velocità né nel Vallo di Diano né nel Cilento. La Campania sarebbe destinataria di due soli scali alta velocità: il primo a Napoli Afragola, il secondo sorgerebbe a seconda della tratta; qualora la linea dovesse seguire la linea costiera, Salerno, Battipaglia, Agropoli – Capaccio e Sapri ambirebbero ad ospitare uno scalo; nell’ipotesi della tratta per il Vallo di Diano, l’unica fermata a sud di Napoli e prima della Calabria sarebbe nei pressi di Baronissi, con l’esclusione anche di Salerno e della Piana del Sele dal tracciato.

Una ulteriore stazione sarebbe difficila da ipotizzare per le caratteristiche stesse dell’alta velocità e per la volontà dichiarata delle ferrovie di diminuire i tempi di collegamento nord – sud con soste limitate e solo nei grandi scali.

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Katiuscia Stio

Laureata in Filosofia. Inizia l'attività giornalistica nel 1999 collaborando con vari giornali locali, mensili, web e realizzando servizi per una rubrica in onda su Telecolore. E' stata socia di associazioni culturali per la promozione e valorizzazione del territorio di cui ha curato la comunicazione e l'organizzazione e animatrice di gruppi di azione locale. Nel tempo ha collaborato con i quotidiani Cronache, La Città, attualmente è corrispondente de Il Mattino. Dal 2014 entra a far parte della famiglia di Info Cilento.

Un commento

  1. Buongiorno Redazione, nel progetto RFI si fa riferimento agli scali ferroviari tradizionali nel Vallo di Diano per raggiungere Val d’Agri ,Bussento, Lagonegrese come interscambio ,per mobilità su gomma e rotaia ,tra le fermate TAV di Baronissi e Praia a mare. Diversamente, una fermata TAV intermedia , piuttosto che favorire i tempi ,l’ ecotrasporto su rotaia, economie e culture fra le tre regioni potrebbe forse ostacolarli, senza portare un reale vantaggio. Anche ad esempio l’incremento turistico con bici al seguito negli ultimi anni viene sempre più favorito da RFI sia sui treni regionali che Intercity per cui raggiungere le località turistiche in continuità col treno potrebbe essere una innovativa opportunità probabilmente senza necessità di una fermata TAV intermedia.
    Cordiali Saluti Mauro Raimondo

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