Il Cilento e Costabile Carducci: un uomo d’azione

Come si potrebbe descrivere in poche righe l’anno 1848?
Il 1848 è stato l’anno in cui si infiammò la rivoluzione in tutta Europa e il Belpaese non ne fu escluso. Ovviamente non si può parlare ancora di Regno d’Italia ma nel 1821 in una celebre poesia sui patrioti, Alessandro Manzoni definì quell’Italia per la quale si lottava “una d’arme, di lingua, d’altare, di memoria, di sangue e di cor”.

A quel tempo nella Penisola c’erano diverse unità statuali, la maggiore delle quali, il regno delle due Sicilie, aveva una propria identità e tradizioni molto diverse da quelle del Centro-Nord.

Il regno delle due Sicilie era così definito dopo il 1816, quando sotto Ferdinando I di Borbone erano stati unificati i due regni: quello di Napoli e quello di Sicilia.

Le diverse differenze tra le unità statuali rendevano improbabile una unità “giacobina” alla francese , ma tali differenze non impedivano di sognare e lottare per l’Italia.

Tutti ricorderanno la spedizione dei mille, quell’impresa leggendaria che vide l’ingresso dei due piroscafi, il Piemonte e il Lombardo , nel porto di Marsala, Salemi, Calatafimi, finché i garibaldini occuparono Palermo fondendosi con l’insurrezione della città. E inoltre, gli stessi garibaldini , dopo una serie di battaglie contro l’esercito Borbonico, riuscirono a conquistare tutto il Regno delle Due Sicilie.

Ma non tutti sanno che antesignana della leggendaria spedizione sono due moti che coinvolgono il nostro Cilento: il primo risale al 1828 e l’obbiettivo principale era quello di ripristinare la Costituzione del 1820 nel Regno delle due Sicilie.

Molto importanti sono i moti del Cilento datati 1848. In questo contesto figura di spicco è Costabile Carducci sostenitore delle idee carbonare e a capo di gruppi rivoluzionari.

Castellabate, Pollica e Torchiara furono tra le comunità dove scoppiarono delle insurrezioni. A campo del movimento torchiarese c’era proprio Carducci che sperava di estendere la rivoluzione a tutto il territorio, alla Basilicata e alla Calabria, ma ciò non avvenne. In quel periodo, Costabile Carducci dimostrò la sua indole di uomo di azione; sempre in prima linea, convinto che non solo con le idee, ma principalmente con l’esempio si poteva accelerare il processo maturativo delle masse.

La figura rivoluzio­naria di Costabile Carducci verrà messa in risalto solo dopo la sua morte prendendo in esame i suoi ideali di libertà realizzatasi nella sua azione militante costruita  nel Cilento.

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