Medicina

Covid e disturbi oculari, ce ne parla il dottore oculista Umberto De Marco

Il COVID-19 è un virus della famiglia Coronavirus responsabile di diverse infezioni respiratorie e altamente contagioso che può provocare conseguenze lievi o severe.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, i sintomi da COVID-19 sono:

  • febbre
  • tosse secca
  • stanchezza
  • dolori generali
  • mal di testa
  • congestione nasale
  • mal di gola
  • diarrea
    Inoltre, nonostante sia meno comune, è stato riscontrato un legame fra congiuntivite e virus, dando vita a quella che viene chiamata “congiuntivite da Covid“.
    Si manifesta in circa nell’1/3% delle persone infette.

Fra le persone colpite da COVID-19:

– l’83-99% è affetta da febbre
– il 59-82% è affetta da tosse
– dall’1 al 3% è affetta da congiuntivite (solitamente nella fase intermedia dell’infezione)

La congiuntivite è l’infiammazione della congiuntiva, la sottile membrana mucosa che riveste la parte anteriore del bulbo oculare (quella più esposta agli agenti esterni) e la superficie interna delle palpebre. Tale membrana è la barriera che isola l’occhio dall’ambiente esterno e svolge un duplice compito: proteggere le parti più interne dell’occhio da traumi o dall’ingresso di corpi estranei e facilitare lo scorrimento delle palpebre. 
La congiuntiva ha la tendenza a infiammarsi spesso, proprio a causa della sua funzione protettiva e della sua posizione nella regione più esterna dell’occhio: può essere insomma facile bersaglio di traumi, infezioni, processi irritativi. Insorge allora, la congiuntivite, che si manifesta con vari sintomi, soprattutto bruciore, prurito e irritazione.
Può essere di forma batterica , virale o allergica
La forma batterica presenta delle secrezioni giallastre. Invece in quella stagionale si riscontrano delle emissioni di secrezioni bianche accompagnate da prurito. “Nella forma virale l’occhio è più arrossato ed è accompagnato dalla sensazione di avere all’interno un corpo estraneo, oltre ad una lacrimazione profusa ed una secrezione fluida ed acquosa. Quella batterica è quella classica: normalmente interessa tutti e due gli occhi, che in genere sono estremamente arrossati. Di solito ci si sveglia la mattina con gli occhi appiccicati da una secrezione di colore giallastro, tanto che le persone spesso fanno una certa fatica ad aprirli».
Le congiuntiviti allergiche sono dovute ad una ipersensibilità a sostanze esterne. Tali affezioni possono essere perenni o stagionali.

La congiuntivite che invece può essere causata dal Covid 19 è riconducibile a quelle virali. Normalmente colpisce un occhio solo, che in genere non diventa rosso fuoco, ma rimane leggermente rosato. Inoltre, non c’è la secrezione che appiccica la palpebra. Un’altra caratteristica è poi l’ingrossamento del linfonodo cosiddetto retroauricolare, a livello della mandibola, sempre dalla parte dell’occhio che si è arrossato».
La diagnosi precoce è, pertanto, fondamentale. La visita oculistica è necessaria per provvedere a fornire al paziente la terapia adatta in maniera tempestiva e mirata. Uno dei rischi è, infatti, vedere il complicarsi del quadro clinico oculare nel caso in cui non ci sia il giusto intervento e, addirittura, sovrapposizioni infettive

Studi sul COVID-19 hanno evidenziato che la congiuntivite appare in casi gravi, infatti solo lo 0,7% delle persone con sintomi lievi ha sviluppato questa condizione mentre fra coloro che hanno avuto sintomi gravi la percentuale si alza al 3%.
Il virus che causa il COVID-19 viaggia attraverso goccioline nell’aria rilasciate quando una persona con l’infezione starnutisce, tossisce o parla.
Nel momento in cui si respirano le goccioline, il virus entra dentro il nostro corpo e si replica.
Si può entrare a contatto con il virus semplicemente toccando delle superfici sulle quali si sono poggiate goccioline come tavoli o corrimano, per poi toccarsi occhi, naso e bocca con le mani ormai infettate, o strofinando gli occhi con le mani
Il virus che nel 2003 provocò l’epidemia di SARS entrava nel corpo attraverso un enzima chiamato Enzima 2 convertitore dell’angiotensina (ACE2).
La ricerca pensa che con il COVID-19 accada lo stesso.

ACE2 si trova in diverse parti del nostro corpo: cuore, reni, intestino, polmoni, e la retina dell’occhio.

Il virus entra nelle cellule umane ingannandole e spacciandosi per un ACE2.
Una volta all’interno il virus si trova in un ambiente protetto e può replicarsi indisturbato .

Quando il virus raggiunge l’occhio può causare congiuntivite da Covid o altri disturbi oftalmici.

Proteggere gli occhi da eventuali goccioline di virus rimaste nell’aria aumenta sicuramente le chances di evitare il contagio.

I bambini e i ragazzi hanno ormai acquisito l’abitudine di indossare la mascherina e mantenere le distanze, ma gli occhi restano una porta di ingresso potenzialmente sempre aperta.
Quando l’occhio entra in contatto con le famose droplets – le goccioline espulse dal naso e dalla bocca – di una persona affetta da Covid, la diffusione del virus avviene, letteralmente, in un “battito di ciglia” (apriamo e chiudiamo gli occhi, in media, 20.000/30.000 volte al giorno). Dopodiché, il passaggio del virus dal naso alla gola è quasi immediato. Proteggere gli occhi da un possibile contagio diventa quindi una priorità. 

  • Non strofinarsi gli occhi, specialmente se sei fuori casa e non hai potuto lavare le mani;
  • Meglio indossare gli occhiali che le lenti a contatto: con le lenti a contatto si tende a strofinarsi di più gli occhi;
  • Segui tutte le raccomandazioni impartite come: lavare o igienizzare spesso le mani, praticare il distanziamento sociale e indossare sempre la mascherina secondo le norme.
  • Prestare attenzione anche all’igiene oculare
  • Indossare occhiali da vista e da sole che possono fungere da “barriera” esterna
  • Modellare la mascherina sul naso per evitare di favorire il passaggio dell’aria emessa da bocca e naso verso gli occhi
  • E’ consigliabile una visita oculistica specialistica per una diagnosi corretta e quindi una guarigione più rapida.
  • Il disturbo va affrontato in tempo. Se trascurata, la congiuntivite (soprattutto se virale o batterica) può dare luogo ad una cronicizzazione ed un decorso molto prolungato.
  • Inoltre possono insorgere complicanze come la blefarite oppure l’ulcera corneale, che consiste in una profonda lesione corneale, che dopo la guarigione esita in una cicatrice con opacizzazione corneale e conseguente visione offuscata. 
  • Gli occhi vanno tenuti ben puliti. L’infiammazione guarisce prima se si effettua, almeno due volte al giorno, un’accurata pulizia degli occhi con salviette inumidite sterili e monouso. 
  • Non ci si devono scambiare gli oggetti da toeletta. La persona affetta da congiuntivite deve sempre usare asciugamani, salviette e altri oggetti simili del tutto personali: se non si conosce ancora l’origine del disturbo si rischia di favorire la diffusione dell’infezione

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Redazione Infocilento

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