Dipendenze: in che modo l’alcool danneggia il nostro organismo

L’alcool è una delle sostanze psicotrope che vengono assunte più di frequente. È facile iniziare a bere, magari durante una festa o una serata con gli amici: il problema è che tali prodotti attivano determinati meccanismi del nostro cervello, e danno origine a una vera e propria dipendenza.

Purtroppo, al giorno d’oggi l’alcool si consuma a cuor leggero, senza tener presenti tutte le conseguenze negative per il corpo e per la psiche. L’alcolismo è un’autentica patologia, e in quanto tale va curato in maniera adeguata: in quest’ambito vi segnaliamo il Centro San Nicola di Arcevia (AN), una delle più importanti strutture specializzate della nostra penisola.

L’equipe del San Nicola istituisce percorsi su misura per contrastare e combattere ogni forma di dipendenza: non solo dall’alcool, ma anche dalle droghe, dal gioco d’azzardo, dai videogames, dal sesso. Ci si serve di metodi efficaci, come la terapia cognitivo-comportamentale e i 12 passi, per trovare la radice del disturbo ed estirparla. Lo scopo è condurre i pazienti verso la loro rinascita, verso una rigenerazione che abbraccia sia il fisico sia la mente.

Da chi è composto il team del Centro San Nicola? Da psicoterapeuti e psicologi, certo, nonché da psichiatri, educatori e infermieri professionisti. “Fermare il comportamento per capire il comportamento”, questo è l’obiettivo, per favorire una completa riabilitazione ed evitare eventuali ricadute.

Il sistema nervoso

L’alcool, innanzitutto, è deleterio per il sistema nervoso.

Le cellule cerebrali, con il passare del tempo, si deteriorano sempre di più. È piuttosto comune, per un alcolista, andare incontro a una condizione di confusione mista ad euforia, a cali delle capacità cognitive e mnemoniche, a una sensibile diminuzione dei riflessi. Non è una coincidenza che molti incidenti automobilistici siano provocati proprio da un abuso di tali sostanze.

Tra l’altro, l’astinenza da alcool può causare allucinazioni – visive, uditive e tattili – e un costante nervosismo. Coloro che precipitano in questa dipendenza sono meno attenti sul lavoro, trascurano gli affetti, tendono ad aggredire gli altri con il pericolo di rimanere soli.

L’apparato digerente

In aggiunta, l’alcool fa male all’esofago, allo stomaco e all’intestino. Non di rado è all’origine di gastriti, ulcere e coliti: senza dimenticare i danni al fegato, che spesso degenerano nella cirrosi epatica e in altre malattie simili.

Ricordiamo, poi, che le bevande in oggetto sono responsabili di un maggiore accumulo di grasso per il notevole apporto calorico e per una riduzione dell’assorbimento dei lipidi. Non a caso, l’alcolismo è connesso all’obesità o comunque al sovrappeso.

Il sistema cardiocircolatorio

Gli esperti del settore confermano che gli alcolici possono determinare l’insorgere di infarti e di ictus, oltre a una serie di problemi legati alla pressione arteriosa e alla circolazione del sangue.

Tra le principali conseguenze cliniche, infatti, dobbiamo citare la tachicardia e le anomalie elettrocardiografiche, le aritmie e persino una crescita delle dimensioni del cuore. Queste sostanze dilatano le camere ventricolari, ragion per cui il muscolo cardiaco ha progressive difficoltà a contrarsi e rilassarsi.

Uno degli stati più gravi, da questo punto di vista, è la cardiomiopatia. Ovviamente sarebbe importante fermarsi e chiedere aiuto prima di arrivare a una situazione del genere.

Il cancro

Studi scientifici dimostrano che, a volte, l’alcool contribuisce allo sviluppo delle cellule cancerogene.

Ci riferiamo soprattutto ad alcune forme di tumore, come quello allo stomaco, al fegato, alle vie aeree, al colon. Non solo, perché le donne che soffrono di alcolismo hanno più probabilità di incorrere nel cancro al seno: questo perché tali sostanze influenzano l’attività degli estrogeni.

Gli effetti psicologici dell’alcool

Non meno rilevanti degli effetti fisici dell’alcool sono quelli psicologici. Chi è colpito da questa dipendenza assume una serie di atteggiamenti negativi, e dunque allontana man mano tutte le persone che lo circondano.

Gli alcolisti, soprattutto se in balia dell’astinenza, sono irrequieti, irritabili, ansiosi, perennemente agitati. Spesso dormono male per lo stress o per gli incubi, e sono propensi agli scatti d’ira e agli sbalzi di umore. Ciò ha ripercussioni tanto sulle relazioni sociali quanto su quelle lavorative.

L’alcool è nemico di quelle aree del cervello che regolano l’inibizione, motivo per cui chi lo consuma abitualmente può comportarsi in maniera inadeguata in numerose circostanze. Completano il quadro un marcato disorientamento, una tendenza all’irrazionalità e un’apatia che viene meno soltanto nel momento in cui si beve.

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