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Attualità

Proroga caccia in Campania, insorgono associazioni animaliste

La polemica

Di: Comunicato Stampa
Pubblicato il: 12/12/2020
Aggiornato il: 12/12/2020
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Caccia

La Regione Campania vuole rinviare il termine della chiusura della caccia per far recuperare ai cacciatori i giorni perduti di attività venatoria a causa della Pandemia.
Le Associazioni Ambientaliste ed Animaliste in rivolta. “Per molte specie di animali selvatici la caccia chiude il 30 dicembre in conformità alle regole europee. La Regione Campania sta tentando di far chiudere la caccia al 31 gennaio per consentire ai cacciatori, che non hanno potuto sparare in conseguenza delle regole antiCovid, di poter andar per boschi a “recuperare” le giornate perdute, il tutto esponendo l’intero Paese a sanzioni Europee”.

Con queste parole di biasimo le associazioni ambientaliste ed animaliste CAI, CABS, ENPA, LAC, LAV, LEGAMBIENTE, LIPU, SOS NATURA e WWF commentano la nota inviata all’ISPRA dalla Regione Campania, contenente la richiesta di parere sull’estensione dei periodi di caccia – oltre i termini fissati nel calendario venatorio attualmente vigente – limitatamente alle specie per le quali la normativa nazionale lo consente (ex art. 18, L. 157/92).
L’opposizione dei protezionisti è decisa: “Per l’ennesima volta dobbiamo rammentare che ci troviamo in uno stato di emergenza sanitaria e che i provvedimenti presi a livello nazionale e regionale per contenere il contagio da Covid-19 hanno escluso in modo categorico la possibilità di proseguire l’attività venatoria; ciononostante la Regione Campania si è premurata di elaborare una proposta per consentire ai cacciatori di recuperare le giornate di caccia andate perse finora. Dal nostro punto di vista, questa iniziativa appare come un vergognoso asservimento alla “loggia venatoria”!”
Se dovesse passare la proposta della Regione, l’artiglieria puntata contro le beccacce, i beccaccini, i cinghiali, i fagiani, i frullini, i merli e le volpi continuerebbe a sparare fino al 31 gennaio 2021.

Concludono i protezionisti: “Ricordiamo che gli animali selvatici sono patrimonio indisponibile dello Stato e che l’autorizzazione ad esercitare l’attività venatoria è una “concessione” che lo Stato riconosce a taluni cittadini che posseggono determinati requisiti (i cacciatori). Tale concessione non è un diritto assoluto del cacciatore che può prevalere sulle determinazioni dello Stato, sulla tutela della conservazione della fauna selvatica e sulla prevenzione sanitaria dell’intera popolazione. Pertanto – concludono le Associazioni – il recupero delle giornate di caccia andate perse a causa di una pandemia globale non è assolutamente una valida motivazione per estendere i periodi di caccia. Speriamo che l’ISPRA esprima il parere negativo sulla scellerata proposta della Regione Campania”.

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