La storia delle carte da gioco

I mazzi di carte da gioco sono un passatempo davvero amato in tutto il mondo, Italia inclusa. La nascita delle carte risale a tempi davvero remoti, e quasi sicuramente sono riconducibili ai cinesi o molto probabilmente agli indiani.

Cerchiamo di ripercorrere insieme l’excursus delle carte da gioco, della loro origine e della loro diffusione, fino ad arrivare ai giorni nostri.

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Le origini delle carte da gioco

Oggi svariati mazzi hanno assunto connotati e significati molto diversi rispetto alle origini. Si pensi infatti a cartomanti ed illusionisti che impiegano le comuni carte per le loro attività esoteriche, affascinanti e un velo misteriose.

Secondo molti storici, le carte nascono in Cina, con il ganjifa (un gioco di carte che fonda le sue origini in Persia e che divenne largamente popolare in India durante l’impero Moghul nel sedicesimo secolo), e già all’epoca venivano utilizzate per porre in essere un gioco d’azzardo.

Stando invece alle teorie di altri storici, le carte sono state solo una trasposizione dei tasselli del domino su materiale più maneggevole,  alias la carta.

Ora al di là della regione di nascita, sicuramente le carte non tardarono ad arrivare fino in Persia e a diffondersi poi rapidamente grazie agli arabi anche sulle coste meridionali del mediterraneo.

Non a caso in Africa, ai tempi dei Mamelucchi erano diffusi dei mazzi da gioco di 52 carte, in cui vi erano 4 semi, paragonabili ai denari, alle coppe, alle spade e ai bastoni (da polo nel caso dei mamelucchi) presenti nei mazzi nostrani. Ogni seme aveva 13 carte, di cui 10 numeri e tre figure: il re, il viceré ed il sotto deputato.

Le carte mamelucche, sulla falsariga delle regole del corano per le quali non si potevano ritrarre concretamente sulle carte delle persone, avevano una grafica molto astratta, di certo ben lontana da quella che rappresenta i mazzi odierni.

 

La diffusione in Europa

In piena epoca medievale le carte da gioco giunsero fino in Europa. Basti pensare a numerose documentazioni storiche in cui si cita palesemente l’uso delle carte e il divieto di gioco: il primo è  dato da un’ordinanza fiorentina del 23 maggio 1376 che vieta il gioco di carte delle naibbe (nome arcaico derivato dall’arabo ‘nàib, e cioè il deputato o viceré delle carte mamelucche); il secondo è sempre un ordinanza,  stavolta parigina, del 1377 in cui si vieta il gioco delle carte nei giorni feriali.

Le carte impiegate dalle nostre parti non avevano nulla a che vedere con quelle finora descritte. Il mazzo variava non solo nella sua struttura, ma anche nell’aspetto, dal momento che lentamente furono introdotti i disegni per semplificare in modo considerevole l’uso e la comprensione delle carte stesse.

Inoltre, in Spagna, si cambiò l’aspetto del seme bastoni (sostituendo quello da polo con i randelli) diminuendo anche il numero di carte da 52 a 48.

La Francia invece preferì mutare i semi delle 52 carte optando per fiori, picche, cuori e quadri, forse traendo ispirazione dai semi tedeschi cuori, campanelli, ghiande e foglie.

 

Le carte in Italia

Per quanto concerne i mazzi italiani, essi traggono sicuramente spunto dalla tradizione e moresca.

Il primo mazzo creato fu quello dei trionfi, ovvero i tarocchi, dove vi erano 22 soggetti illustrati di origine locale e in più le tre figure maschili e una figura femminile la “regina”. Questo primo mazzo di carte, era impiegato  solo dai ceti ricchi data la difficoltà di realizzazione ed i complessi regolamenti che legavano il gioco dei Trionfi. Il termine Tarocco comunque fu introdotto solo dal XVI secolo e solo a partire dal 1780 si sviluppò l’uso di queste carte per pratiche esoteriche legate all’astrologia (approfondisci “i migliori libri di astrologia”).

Dando alle carte un valore prettamente  simbolico e metaforico delle classi sociali i semi creati per i mazzi da giochi nostrani avevano queste accezioni: Coppe-Religiosi, Spade-Nobili, Denari-Mercanti, Bastoni-Contadini.

Tuttavia molti studiosi credono che i semi fossero solo una mera rappresentazione delle quattro stagioni.

Le carte da gioco continuano ad evolversi e a mutare anche se in nessun caso vengono stravolte le logiche che ne regolano la struttura.

 

Le carte oggi

Ovviamente in tutto il mondo, le carte come le concepiamo oggi, non sono come quelle diffuse agli albori delle loro origini. Si pensi che il gioco del poker come lo conosciamo noi nasce agli inizi del 1800, stesso discorso per il Bridge e il Baccarà.

Dei giochi italiani, alcuni risalgono al 1500, altri all’inizio del 1800, il Sette e mezzo nasce intorno al 1890.

Elementi previsti oggi negli attuali e moderni mazzi di carte un tempo non esistevano. I mazzi da gioco in Italia hanno tutti (o almeno quasi tutti) 40 carte.

I mazzi settentrionali derivano dai tarocchi del XV secolo. Il seme delle spade è differente in quanto ha la forma di una scimitarra mentre i bastoni hanno la forma di scettri.

Di solito gli assi sono ben decorati e rappresentati, e per ognuno vi è un proverbio o un motto.

I mazzi di tipo spagnolo, sono i più usati. Hanno i bastoni a forma di tronchi e le spade sono diritte. Esistono solo nella versione a 40 carte. Di contro, quelli di tipo francese si trovano da 36, da 40 e da 52 carte, e hanno gli stessi semi delle carte da poker. Il solo mazzo in Italia venduta nella versione a 52 carte è quello bresciano.

Il solo mazzo di origine tedesca è quello usato in Trentino. Ha i semi tipici delle carte tedesche, e si usa per la maggiore a Bolzano, sotto il nome di Salisburghesi. Nate come mazzo a 36 carte, negli anni’80 furono portate a 40.

 

 

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Redazione Infocilento

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