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Agropoli, positiva al covid: Claudia non può iniziare la chemio

La donna si era sottoposta ad intervento chirurgico e avrebbe dovuto iniziare le terapie

AGROPOLI. Le fanno il tampone per iniziare il primo ciclo di chemioterapia, risulta positiva al coronavirus. Claudia Di Matteo, 48enne di Agropoli non riesce a darsi una spiegazione del contagio. È arrabbiata, amareggiata. Due mesi fa è stata operata in una struttura privata dove ha effettuato le visite di controllo, l’ultima il 14 ottobre, poi doveva iniziare la chemioterapia al San Luca. Ora a causa della positività non potrà proseguire nell’immediato alle cure oncologiche.

“Questo per me – dice – è un periodo molto critico. Dal giorno 19, solo ora mi è stata comunicata la mia positività, ed i miei figli sono in attesa che venga effettuato il tampone. Chiedo scusa a tutti, ma non posso ricordare tutte le persone che ho incontrato. Ora sono in quarantena con i miei figli, ma penso sia giusto avvisare chiunque conosca me o i miei figli, e pensi di aver avuto contatto con noi”.

Così Claudia ieri mattina ha annunciato si Facebook la sua positività. Un messaggio scritto con cuore per permettere a tutti i suoi contatti di ricostruire eventuali contagi. La donna operata in una struttura privata del territorio doveva iniziare la chemioterapia. Si è rivolta all’ospedale San Luca di Vallo della Lucania, dove prima di iniziare il ciclo chemioterapico, le hanno fatto fare il tampone, risultato positivo. Claudia non riesce a spiegarsi come sia potuto accadere.

Ha fatto diversi tamponi anche dopo l’intervento chirurgico, tutti risultati negativi, l’ultimo agli inizi di ottobre. Il 19 poi ha fatto il tampone per iniziare la chemioterapia. Nei giorni precedenti aveva effettuato solo una visita di controllo presso la struttura dove era stata sottoposta ad intervento chirurgico. “Davvero – dice – non riesco a darmi una spiegazione, ho sempre rispettato le distanze e messo la mascherina. I mali non vengono mai da soli, è davvero un periodo nero”.

La signora Claudia ha tutte le ragioni per essere amareggiata ed arrabbiata. Purtroppo a causa della sua positività non potrà iniziare subito la chemioterapia. “Mi avevano detto che dovevo iniziarla entro sessanta giorni, ora invece dovrò aspettare di non essere più positiva”. La donna ora è in isolamento con la sua famiglia. Si sta provvedendo alla ricostruzione della catena dei contatti. Nel suo messaggio la premura di informare quanti negli ultimi giorni hanno avuto contattati con lei e la sua famiglia.

Sui social è esplosa anche la rabbia di uno dei figli in attesa di tampone: “Non è possibile che una persona venga contagiata da chi ha il dovere di guarirla. Questa è la dimostrazione che nemmeno negli ospedali e nei luoghi di cura si è sicuri, e la vera causa di questo problema è chi governa e non fa niente per scongiurare questi tipi di problemi. Mi dispiace per chi risulterà positivo a causa di mia madre o di me stesso”.

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