CilentoCuriosità

Capaccio, un riconoscimento al Generale Clark a 77 anni dall’operazione Avalanche

Era il 29 settembre 1943 quando gli americani colpirono il tetto del battistero della Basilica del Granato ma il colpo non scoppiò

Il 29 settembre 1943, mentre nella pianura di Paestum si svolgeva l’
Operazione Avalanche, un segno miracoloso segnò la Basilica
Monumentale del Granato
risalente al X secolo.
Per spaventare i soldati tedeschi che si erano accampati in quelle
zone, come ricorda il capaccese Carmelo Desiderio, gli americani
lanciarono un grande proiettile navale che fece solo il buco del tetto
del battistero ma, stranamente, non scoppiò.

Quando gli artificieri americani se ne resero conto, andarono subito a
constatare il danno e fecero anche una relazione in duplice copia. La
prima la spedirono alla Nato, mentre la seconda copia la consegnarono
al Rettore del Santuario Mons. Francesco Guazzo.

Volendo riparare al danno che avevano causato al battistero della
chiesa, il Generale Mark Clark si recò insieme al Cappellano della
quinta armata Patrik J.Ryan e al Generale Alfred Grunther da Mons
Francesco Guazzo offrendo 25.000 dollari. Questi, apprezzando il bel
gesto del Generale Clark gli offrì in dono una corniola cesellata,
come ci ricorda la seguente missiva inviata al Generale Clark stesso:

A SUA ECCELLENZA Clark
IL GENERALE COMANDANTE DELLA TRUPPE AMERICANA dislocata in Paestum in segno di deferente omaggio Monsignore FRANCESCO GUAZZO

OFFRE

La pregevolissima CORNIOLA PESTANA raffigurante Nettuno Dio del Mare.
E’ stato scelto tale preziosissimo dono perché l’ unico che possa
simboleggiare la riconoscenze del
popolo cattolico capaccese verso il prode- Generale Americano che
sacrificava diversi suoi soldati per
salvare durante lo sbarco della pianura pestana, avvenuto il 9
settembre 1943 dalla distruzione dalla
distruzione la cittadina di Capaccio e il millenario Santuario della
Madonna del Granato tanto ricco di
arte e di gloria.
Invero la CORNIOLA pestana che viene donata al grande generale
Americano è preziosa anche il suo
valore intrinseco. I Pestani duemila anni or sono, su di una pietra
orientale di cui se ne conservano pochis-
simi esemplari, praticavano finissimi lavori a mano con cesello tanto
da essere stimate anche ai tempi
romani grandemente sia per la realtà della bellezza della pietra e
sia per la cesellatura finissima.
Voglia l’ insigne generale accettare il dono magnifico in segno di
deferente omaggio e di imperitura riconoscenza.
Capaccio Vecchio 29 Settembre 1943

Antonio Ragni

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Comunicato Stampa

Questo articolo non è stato elaborato dalla redazione di InfoCilento. Si tratta di un comunicato stampa pubblicato integralmente.

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