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Ospedale di Agropoli: niente svolta e continuano i disagi per l’utenza

Continuano i disagi presso il presidio agropolese

Sembrava l’ennesima svolta per l’ospedale civile di Agropoli. Ieri la notizia: “il presidio di via Pio X riconvertito in Covid Hospital per far fronte all’aumento dei casi covid sul territorio”. Di fatto è stata un’errata interpretazione da parte di qualche politico di un provvedimento firmato dal direttore generale dell’Asl Salerno Mario Iervolino. Il documento non è finalizzato ad attivare il reparto covid per far fronte all’esigenza di avere strutture disponibili ad accogliere i pazienti infetti; si tratta semplicemente di una presa d’atto dei lavori realizzati per procedere alla liquidazione di circa 500mila euro alle ditte che li hanno eseguiti.

Un passaggio che per qualcuno è comunque propedeutico all’apertura del covid hospital, ma che di fatto non aggiunge nulla sul piano pratico considerato che la riconversione dell’ospedale di Agropoli era stata già disposta la scorsa primavera ma per ora tutto è fermo al palo.

Covid Hospital fermo al palo, nonostante l’aumento dei contagi

Eppure l’aumento dei contagi avrebbe consigliato un’apertura. Soltanto nel Cilento sono 36 i casi di coronavirus, sette persone sono ricoverate tra le strutture napoletane e salernitane. Proprio il trasferimento di un 21enne di Agropoli presso lo “Scarlato” di Scati aveva destato nei giorni scorsi notevoli polemiche in città considerato, appunto, che l’ospedale agropolese era stato immaginato proprio come covid hospital la scorsa primavera. A giugno, con il completamento dei lavori, dalla Regione avevano evidenziato l’impossibilità di aprire il reparto considerata l’assenza di pazienti.

Con l’aumento dei casi e di conseguenza dei ricoveri, però, sono emerse non poche perplessità sulla mancata attivazione del reparto. Quest’ultimo ha a disposizione 29 posti letto, suddivisi tra terapia intensiva e sub-intensiva. I lavori eseguiti nei mesi scorsi, inoltre, avevano portato alla realizzazione anche di due sale operatorie e di altrettante sale risveglio a servizio del weeksurgery. Potenziato, inoltre, il pronto soccorso.

La mancata attivazione dei servizi

Diversi servizi, però, non sono ancora entrati pienamente in funzione di qui le polemiche avallate da una serie di episodi che hanno suscitato non poche perplessità. L’ospedale di Agropoli, infatti, non rientra a pieno titolo nella rete dell’emergenza, quindi soltanto chi vi si reca autonomamente può accedere al pronto soccorso; le ambulanze, invece, si dirigono altrove. Così, nelle scorse settimane, due utenti hanno segnalato che dei loro familiari, non trovando l’ambulanza disponibile al trasferimento in altre strutture (perché impegnata in altri interventi) erano stati costretti ad attendere diversi minuti prima di ricevere i soccorsi. Nei giorni scorsi, invece, un paziente ricoverato già al Suap di Agropoli che necessitava il trasferimento in terapia intensiva, è stato trasferito a Vallo della Lucania senza poter usufruire dei servizi presenti ad Agropoli. Insomma una situazione tutt’altro che confortante.

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Ernesto Rocco

Inizia l'attività giornalistica nel 2003, collaborando con il mensile "Il Cilento Nuovo". Successivamente diventa addetto stampa dell'U.S.Agropoli 1921, ruolo che manterrà fino al 2013. Nel 2005, fonda il portale InfoAgropoli (divenuto poi InfoCilento), di cui è caporedattore. Dal 2012 è collaboratore de "Il Mattino" e dell'agenzia di stampa Mediapress. Si occupa dell'organizzazione e della gestione di uffici stampa con lo studio di comunicazione Qwerty. Conduce programmi radio e tv sui canali di InfoCilento ed è opinionista in alcune televisioni locali.

6 commenti

  1. Ormai non ci crede più nessuno, i politici non sono come ce li siamo immaginati fino ad ora, erano loro le persone bisognose che si sono industriate per risolvere i loro problemi personali facendo credere a tutti gli altri che si sarebbero battuti per migliorare la vita delle comunità che chiedevano di rappresentare. Non ci meravigliamo più. Non gli crediamo più. Sono poveri pagliacci che non fanno più ridere.

  2. L’ospedale ad Agropoli non serve visto che ce ne sono due più che ottimi a Vallo Della Lucania e a Battipaglia.cerchiamo di non sprecare soldi pubblici.

  3. Caro Anonimo, dici molto bene “I cittadini Agropolesi dovranno ricordare queste cose il giorno delle elezioni regionali!!!!!!! ” questo significa che dovranno ricordare che Caldoro ha chiuso un ospedale di eccelelnza in tutto il meridione e grazie alla tenacia del sindaco Coppola e del sindaco Alfieri che hanno fatto capire a De Luca lo scippo che ci era stato fatto è stato riaperto l’ospedale. Fare polemiche perchè il covid al momento non ha prodotto disastri per poter subito aprire il reparto è da sconsiderati. Gli altri servizi che sono in funzione sono ottimi ed i prossimi che saranno attivati saranno sempre di eccellenza. Bravo sindaco continua a battaeri così anche gli altri servizi saranno dello stesso livello di quelli attuali.

    1. Il grande caldo ha definitivamente complicato la tua situazione psichica Lorella, ma dove vivi per non vedere la realtà e renderti conto di tutte le “cazzate” dei tuoi “Beniamini” e le pagliacciate che solo una persona che la pensa come te ,che per fortuna sono quasi scomparse, non se ne renda conto.

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