Elvio Di Matteo: “settore intrattenimento sull’orlo del fallimento”

Il delegato distrettuale per la Campania dell'Asso Intrattenimento lancia l'allarme per il settore

AGROPOLI. E’ catastrofica l’analisi di Elvio Di Matteo, delegato distrettuale per la Campania di Asso Intrattenimento, Sindacato Nazionale aderente a Confindustria che riunisce i locali da ballo italiani e gli imprenditori del pubblico spettacolo. Un comparto che vale oltre 3 miliardi di euro, con oltre 3.000 aziende e 180 mila tra addetti e lavoratori “è sull’orlo del fallimento – dice Di Matteo – Siamo stati i primi già a fine febbraio, con grande senso di responsabilità, su richiesta del Governo, a chiudere le nostre discoteche e saremo gli ultimi a riaprire. Il problema, per noi, adesso diventano i tempi. Possiamo resistere ancora un altro mese, ma prorogare ulteriormente le date della ripartenza per noi significherebbe il fallimento delle nostre aziende”.

L’Asso lancia l’allarme: politiche del Governo inefficaci

Il settore lamenta come il Governo, ad oggi, non abbia adottato “alcun adeguato provvedimento per la tutela del settore dell’intrattenimento e dello spettacolo e non si è neppure preoccupato dei numerosi lavoratori del mondo della notte che sono per la maggior parte inquadrati come figure professionali atipiche: service luci e audio, tecnici, elettricisti, deejay, promoter, pierre, cassieri, guardarobieri, sicurezza, camerieri, barman, ecc … e che, proprio per la loro particolarità, non hanno potuto accedere ad alcun tipo di ammortizzatore sociale e rimarranno senza lavoro e sostentamento per svariati mesi!”.

Rischio per le imprese del settore

L’agropolese Elvio Di Matteo chiarisce: “Il nostro non è un settore che si occupa di produzione di viti o bulloni, di produzione manifatturiera o di vestiario. Il nostro è un settore di servizi che coinvolgono direttamente il profilo interpersonale dei frequentatori che attengono alla cultura, allo spettacolo, alla socialità e all’aspetto ricreativo che costituisce quell’insieme di prospettive fondamentali per il benessere di ogni cittadino. Siamo parte integrante del prodotto turistico in quanto molte persone scelgono le località per trascorrere le vacanze anche in base all’offerta dell’intrattenimento. Dalle notizie ufficiose sulle riaperture dei locali di pubblico spettacolo non ci sono mai belle notizie! C’è chi ha azzardato ad una ipotetica riapertura delle discoteche e dei locali di pubblico spettacolo a dicembre 2020, chi addirittura marzo 2021: date improponibili perché vorrebbe dire, che più del 60% delle nostre imprese, chiuderebbe i battenti per sempre”.

Secondo l’Asso Intrattenimento il Governo negli ultimi decenni non ha mai sostenuto il settore, al contrario “ha avuto un atteggiamento del tutto ostativo utilizzando politiche sbagliate; esempio è la tassazione troppo elevata (noi ancora paghiamo l’Iva al 22%, il doppio di ciò che pagano invece teatri e cinema), le norme rigorose da rispettare per il rilascio delle Autorizzazioni di Pubblico Spettacolo, i serrati e continui controlli delle Autorità che hanno massacrato il settore delle discoteche e dei locali di pubblico spettacolo riducendo le nostre aziende a precipitare in uno stato di preoccupante stagnazione mentre nel frattempo si è permesso a locali non autorizzati come Lidi per la balneazione e Bar di svolgere la nostra stessa attività di spettacolo senza nessun tipo di controllo”.

“Abbiamo lavorato due mesi per far comprendere al Governo le criticità del nostro settore ma non abbiamo ricevuto nessuna risposta”, prosegue Elvio Di Matteo, confermando che risposte concrete non sono arrivate e il rischio è che il settore sia l’ultimo a ripartire e ciò comporterebbe un danno ancora più ingente: “Per il pubblico spettacolo il dramma non è la perdita di un mese o due di produzione ma il completo è già conclamato default per tutto l’anno 2020”, osserva il delegato Asso.

Le proposte dell’Asso

Le proposte dell’associazione sono chiare: emanazione di provvedimenti diretti risolvere la problematica relativa al versamento dei canoni di affitto degli immobili adibiti ad attività di pubblico spettacolo; è impensabile che le nostre aziende possano far fronte ai pagamenti degli affitti. Se il Governo non hai idee, si confronti con le soluzioni già predisposte da altri Stati europei, noi siamo a disposizione per proporre soluzioni; previsione di una totale esenzione delle imposte e tasse, anche comunali, per le annualità 2020 e 2021 a beneficio di tutte le attività di pubblico spettacolo; trattamento della Cassa Integrazione per i dipendenti del comparto almeno fino a tutto il 2020 per preservare le famiglie dei nostri addetti; finanziamenti a fondo perduto per ogni azienda del settore per “permetterne la sopravvivenza” parametrati ai fatturati dell’anno 2019.

“Ritengo, dunque, che solo in questo modo ci potrà essere la possibilità di mantenere vivo il nostro settore”, conclude Elvio Di Matteo.

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Redazione Infocilento

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