La lezione di Sepulveda

Uno scrittore non muore mai. Quando però  questo succede ci rende un po’ tutti orfani. Non si è mai preparati a questo. Appena ho saputo della scomparsa di Luis Sepulveda ,ho cominciato a rileggerlo, ripercorrendo gli anni della mia formazione di studente, ma soprattutto come succede solo nei grandi scrittori, trovare analogie su quello che di attuale voleva dire nelle sue opere. Nel 1996 ,ho letto il suo celebre romanzo per i bambini: “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”, come tutti i grandi libri non è solo per bambini. Gli adulti hanno molto da imparare.  Dietro l’opera di Sepulveda ci sono numerosi temi tutti di una attualità estrema: amicizia ,coraggio , l’inquinamento che rovina il mondo visto come la peste nera.

Ma al centro della vicenda c’è la splendida lezione di integrazione, l’amicizia tra due specie altrimenti antagoniste, i gatti e gli uccelli. La piccola gabbianella nasce e cresce grazie alle cure del gatto, che la aiuta pur essendo diversa da lui e dai suoi amici. Convivere col “diverso” innesca un meccanismo meraviglioso, un dare e ricevere continuo. Da una parte grazie a Zorba, Fortunata imparerà a superare le proprie paure, a ritrovare la propria identità, imparando addirittura a volare. Dall’altra, il gatto sperimenterà il fatto che l’occhio dell’amore non vede differenze ma che si può amare anche chi non ci somiglia.

Una storia che a 20 anni di distanza è quanto mai attuale, portando un significato di speranza e di integrazione soprattutto per noi europei. Il riaffermare continuamente l’obiettivo dell’integrazione politica e degli Stati Uniti d’Europa è fonte di frustrazioni continua per noi italiani e non ci offre una base di discussione con molti altri cittadini europei.   Noi parliamo di integrazione politica, di superamento degli stati nazionali, di creazione di un popolo europeo. Gli altri parlano di altro. Di bilanci da rispettare, Mes da attuare…corona bond da bocciare etc. In ogni caso, la creazione di un popolo europeo implica che si sviluppi una discussione su temi di interesse comune; la richiesta di solidarietà politica è la grande lezione che possiamo imparare dal libro di Sepulveda. Io sono convinto che fino ad ora abbiamo visto una Europa a metà.

Dovremmo imparare dalla gabbianella a lasciarci andare, a volare per cercare di raggiungere i nostri sogni, e dal gatto ad amare l’altro, quello che all’apparenza è diverso da noi. È questo il vero atto di integrazione. E’ questa la lezione di democrazia  dataci da Sepulveda.                                                    

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Roberto Scola

Roberto Scola, quarantacinque anni, Docente di Lettere e cultore di giornalismo e comunicazione di massa. Ho cominciato da giovanissimo la mia attività di collaborazione con varie testate giornalistiche: Il Mattino, La Città, InfoCilento, poi tante rubriche su tanti giornali locali a cadenza settimanale e mensile. Ho avuto esperienze di relatore in progetti che riguardavano la comunicazione. Mi occupo di cronaca, scuola, politica, storia e letteratura. Attualmente è sempre viva la mia collaborazione con: InfoCilento, Cronache Cilentane, Unico.

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