La riflessione: Covid 19 e futuro

Ri-stretti nei nostri Pensieri, viviamo giorni, ancorché Pasquali, di paure, speranze ed incertezze.

Gli umani tentativi, spesso scomposti, di difesa dal nemico e dalle sue conseguenze globali diminuiscono, sempre più, le nostre capacità di resistenza alla nuova dimensione e riducono le nostre prospettive di futuro.

Purtroppo, un’inadeguata, a volte dolosa, (dis)informazione contribuisce ad alimentare l’opprimente senso di precarietà, che ha sostituito quello, altrettanto deprecabile, di onnipotenza.

Ma ciò che si somma al quadro, già fosco, della situazione sanitaria di una pandemia che non conosce confini (e regimi), è la pedissequa situazione economica globale.

La prima fase, tesa a limitare i nefasti effetti sulla Vita delle persone, ha registrato un comprensibile, ma approssimativo, approccio da parte dei responsabili: politici e tecnici, i cui risultati restano (purtroppo e senza polemiche), di evidenza pubblica, traducendosi nel numero delle bare (quello vero, che mai si conoscerà !), trasportate non si sa dove.

Il secondo tempo (forse), quello attuale, volto a recuperare le posizioni vitali di un’economia globale allo sbando, è caratterizzato dalla vecchia visione del profitto come parametro, di scelte, quasi sempre assunte (se assunte), ai danni dei più deboli.

Ora, se il primo aspetto, almeno per il momento, potremmo considerarlo passato (o quasi), il secondo, se non verranno corretti i suoi principi ispiratori, quindi le scelte ed i conseguenti comportamenti, sarà (mi auguro di sbagliare !) possibile occasione di preoccupanti tensioni sociali.

La Storia ricorda che le rivoluzioni nascono dall’impossibilità del Popolo di far fronte ai bisogni quotidiani; punto !!!

Su tali scenari incombono, come avvoltoi in attesa della migliore occasione, da un lato anacronistiche logiche di impresa, che andrebbero solo relegate al passato, in una a posizioni di ottusa burocrazia e dall’altro forze lobbistiche/criminali, da sempre a caccia di Valori, certamente non etici.

Tra queste posizioni, a volte concorrenti, vi siamo noi: il popolo, sempre più depauperato, di tutto, ora anche della Speranza !!!

Per essere chiari, per il passato si sentiva dire: la coperta è corta ! riferendosi alle risorse che uno Stato (quasi esclusivamente impegnato a raschiare il barile), riusciva a recuperare da un sistema produttivo sempre più esausto, ma ancora attivo.

Oggi, in presenza di una stasi totale, non è difficile intuire le dimensioni di quella coperta !

Per quanto tempo, ancora, il Governo centrale riuscirà a garantire i servizi essenziali ovvero stipendi, non oso pensarlo !

E se è questa la realtà nazionale, immaginiamo la nostra, ad economia debole, se non depressa, laddove il turismo è il settore trainante e che, per le sue caratteristiche strutturali, vivendo di “rapporti umani”, ne risente più di ogni altro.

Come si può pensare la ripresa del comparto turistico, cioè la riapertura di una struttura, sia essa albergo, ristorante, lido, etc se, ancora oggi, l’unico modo per contenere il contagio resta quello del distanziamento sociale ?

Ogni misura che si intenda adottare, oggi allo stato dell’arte, resta una contraddizione in termini !

Se è vero che il Turismo è accoglienza, come si fa mantenendo le distanze ?

I cd aiuti fiscali che si propongono (sospensione, rinvio, etc), data la gravità della situazione, sono il cerotto per il malato terminale! e certamente non restano d’aiuto né per i destinatari che per i proponenti, se non assunti in termini: risolutivi !

Prepariamoci, intanto, a riaprire le attività, quando e nel modo più sicuro possibile e con i protocolli più adatti a tale fine, possibilmente ricorrendo alla tecnologia e rincorrendo chi già lo ha fatto, ovvero ad App che, opportunamente strutturate, riescono a fornire, in tempo utile, ogni informazione per l’adozione di misure, almeno di riduzione del rischio contagio.

Tutto ciò optando per il male minore: tra il rischio di violare un po’ di privacy e la possibilità di salvare Vite ed occupazione; magari fino all’arrivo di un vaccino !

Ma, in attesa che la Ricerca faccia il suo corso, assumiamo la consapevolezza che è giunto il tempo di cambiare: Tutto e Tutti !

Finora, la globalizzazione ha facilitato gli scambi amplificando i volumi, ma secondo i vecchi schemi mercantili e gli Stati (ancorché uniti…) continuano a perseguire politiche singole, ai danni degli altri, anche nei momenti di difficoltà !

Oggi Covid-19 (che potrebbe diventare 20 o anche 21), imporrebbe a tutti una Visione diversa e d’insieme, sia nella programmazione che nella gestione, almeno delle Emergenze siffatte e che, magari (senza scomodare principi di Solidarietà, che pure potrebbero essere ricordati !), è più utile impegnare risorse necessarie, non all’acquisto e gestione di F35 ed altri inutili giocattoli, ma alla costruzione di ospedali, alla realizzazione di respiratori e mascherine e quant’altro utile e vitale !

O pensiamo che la prossima pandemia (da mettere sempre in conto), potrà essere sconfitta con un bel bombardamento aereo, ovvero ricorrendo, ancora una volta, a soli ed incommensurabili atti di vero eroismo, dei nostri Medici ed Infermieri ?

Riflettiamo, smettendo (ora) di tagliare il ramo sul quale ci troviamo e viviamo, per quello che è possibile, una Santa Pasqua.

Palinuro, lì 10 aprile 2020

dionigi de’ sanctis