Ceraso: installate panchine rosse contro la violenza sulle donne

Sono state collocate al centro di ogni frazione del Comune

Sei panchine rosse, una per ogni frazione del Comune di Ceraso, sono state installate nei principali luoghi di aggregazione del territorio comunale. “Sono il simbolo di una lotta su cui bisogna mantenere sempre viva l’attenzione, sono la dimostrazione che anche Ceraso dice No alla violenza sulle donne”, ha dichiarato la vicesindaca Pamela Ferrara. L’iniziativa infatti è nata grazie al suo impulso e alla sua sensibilità al tema, ed è stata accolta con grande entusiasmo da tutta l’amministrazione comunale, in particolar modo dal sindaco Gennaro Maione. “La violenza sulle donne – afferma il primo cittadino -, che sia di natura fisica o psicologica, va combattuta ogni giorno e il nostro impegno inizia tra le pareti domestiche”.


La realizzazione delle panchine è stata resa possibile grazie alla Comunità Montana Gelbison e Cervati, che si è occupata di reperire il materiale legnoso, e alla disponibilità di due artigiani del luogo, il falegname Mario Chirico e il fabbro Marco Chirico, che hanno lavorato, entrambi a titolo gratuito, dimostrando il loro sostegno alla causa.
Il 25 novembre è stata istituita la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e molti passi in avanti sono stati fatti per punire chiunque si macchi di femminicidio o di violenza di genere. “È chiaro però – sottolinea Ferrara – che gli interventi normativi da soli non bastano è la cultura della società che deve cambiare e il nostro ruolo istituzionale ci assegna anche questo compito, quello di sensibilizzare riguardo ad una problematica dilagante nel nostro Paese e nel Mondo”.


L’installazione è avvenuta non a caso proprio nei giorni che precedono la festa dell’8 marzo, una ricorrenza che ha senso solo in nome del rispetto che ad ogni donna deve essere riservato, tanto negli ambienti familiari quanto in quelli professionali.
La delibera, approvata all’unanimità, ha dato il via alla collocazione nel centro di ogni paese del Comune delle panchine rosse con l’intento di ricordare a tutti il “posto occupato” da una donna vittima di femminicidio e perché rappresentino un segno tangibile di una assenza nella società.