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San Giovanni a Piro, sale la tensione in vista delle amministrative

Sorrentino, sceso in campo con la lista "Terra Nostra" critica atteggiamento del sindaco: "grave e pericoloso"

Sembra salire la tensione in vista delle prossime elezioni amministrative a San Giovanni a Piro. E’ quanto evidenzia Alberico Sorrentino che soltanto pochi giorni fa aveva annunciato la sua discesa in campo con la lista “Terra Nostra”, alternativa all’amministrazione uscente, guidata da Ferdinando Palazzo. E proprio i comportamenti messi in atto da quest’ultimo hanno suscitato qualche perplessità.

“Il primo atto di un sindaco, dopo aver carpito che avevo un progetto politico diverso dal suo, è stato quello di epurarmi da Facebook (bloccandomi) e revocare gli incarichi che il mio papà aveva presso questo Ente”, esordisce Sorrentino.

“Una persona, Enzo, mio padre, che si è sempre spesa per questo Paese, senza interessi, e non ho bisogno di provarlo – prosegue – Un gesto che non ha bisogno di essere qualificato e di cui mi avrebbe fatto molto più piacere non parlare. Se ne parlo, è perché ritengo questo atteggiamento molto grave e pericoloso”.

Sorrentino alla luce di una serie di episodi verificatisi negli ultimi tempi rincara la dose e critica il modus operandi di questa classe politica: “Un Comune non può essere amministrato in maniera familistica. Non si può sempre lasciare da parte la responsabilità verso il gruppo sociale intero e creare cerchi di affiliati. Restare legati ai modi di fare politica di un tempo e/o di manovrare e tenere sotto controllo sarebbe deleterio per il nostro vivere e per le nostre terre. Riempirsi la bocca di democrazia e non riuscire ad applicarla nel quotidiano è ancora più triste del non parlarne affatto”.

Poi conclude: “Il lavoro e l’impegno verso il mio territorio non sono mai stati dettati da vendette o convenienze. Ritengo davvero retrogradi i tentativi di infangamento verso persone che vogliono solo poter esprimere un pensiero che, anche se diverso (è qui il sostanziale nodo) andrebbe semplicemente rispettato”.

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2 commenti

  1. Ricompare la vecchia cultura che ha dilapidato il Cilento e ingrossato ed ingrassato la politica familiare sul filone della clientela di mantenimento. Caro Alberico il nuovo fa paura a chi di miseria mentale. Il Cilento non emerge con personaggi legati all’antico. Il Cilento non ha un progetto e Angelo Vassallo lo dichiarò nel convegno internazionale di Pioppi del 1997. Manca architrave ed architettura. Vanno abbattuti campanili e “fucagne”. Vai avanti e butta le cartacce in piazza. La gente prima o poi capirà.

    1. Grazie Gerardo. Ti voglio bene. Vorrei provare a fare metà delle cose che avete fatto con Angelo. Mai fermi. Mai domi.

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