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Strada Celso – Casal Velino: chiesta convocazione del Consiglio dell’Unione Comuni Velini

Finita anche sulle cronache come "strada fantasma", l'opera è ancora ferma al palo

La Regione Campania, alcuni anni fa, ha pubblicato un avviso pubblico rivolto agli Enti Locali, per la presentazione di progetti coerenti con i programmi di intervento sulla viabilità Regionale, finanziati con le risorse FSC 2014-2020 di cui alla delibera CIPE 54/2016. L’Unione dei Comuni Velini, nel 2018, con i comuni di San Mauro Cilento, Pollica e Casal Velino, rispondeva all’iniziativa pubblica con un progetto relativo a lavori di completamento, di ammodernamento e di messa in sicurezza della strada provinciale tra Celso Cilento e Casal Velino. Si trattava di interventi su una importantissima infrastruttura di collegamento tra i due centri.

Un’arteria fondamentale lungo la fascia costiera, insomma, di supporto alla zona della collina, di aiuto sia all’agricoltura che al turismo, e di sostegno ai centri urbani del Cilento, soggetti allo spopolamento.

La stessa arteria era già passata alle cronache giudiziarie come la “strada fantasma”  per cui il Sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, chiese lumi alla Provincia, essendo stata progettata, finanziata, ma mai completata.

Ora i Consiglieri Comunali di San Mauro Cilento, Giovanni Petillo e Costantino Raniero La Selva, con delega all’Unione dei Comuni Velini, chiedono la convocazione del Consiglio dell’Unione dei Comuni Velini, per potere essere aggiornati sullo stato dell’intervento e per poter valutare insieme i necessari interventi istituzionali del caso.

“A tutt’oggi dalla Regione Campania, non risulta essere pervenuta alcuna notizia in merito alla richiesta dell’Unione dei Comuni Velini”, fanno sapere i consiglieri.

Eppure l’opera assume grande valore. Già avviata già negli anni 60 per il 30% al fine di avviare il “rilancio economico e sociale” del territorio, rappresenta uno sbocco facile e abbreviato verso la pianura di Casal Velino e il comune di Vallo della Lucania.

“La legge già dal 1990 prevedeva la possibilità per i comuni di unirsi per svolgere in forma associata uno o più servizi e funzioni, lo scopo era ed è quello del risparmio. La norma suggerita negli anni 90 è oggi più che mai attuale, in quanto si assiste allo spopolamento delle piccole realtà – spiegano Petillo e La Selva – L’Unione, oltre a perseguire gli obiettivi della legge per creare sviluppo e per sollevare i cittadini da costi onerosi, deve abituare gli stessi a pensare in modo diverso, a dare importanza allo stare insieme, a stabilire le linee comuni di sviluppo e a dividerne i risultati. Non portare a conclusione il progetto, può apparire un fallimento di quella che è la finalità dell’Unione, visto che questa strada è stata anche oggetto di indagini giudiziarie e rappresenterebbe il risultato di una programmazione di sviluppo del territorio”. 

Di qui la richiesta di convocare il consiglio unionale.

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