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Abusi edilizi a Camerota: Parco acquisisce l’area

Dopo un lungo iter arriva l'ordine di acquisizione dell'area al patrimonio dell'Ente

CAMEROTA. Ancora opere abusive sul territorio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, l’Ente acquisisce l’area interessata al proprio patrimonio. In questo caso le contestazioni risalgono al 2011 quando i carabinieri della stazione di San Giovanni a Piro accertarono interventi di ampliamento di un preesistente manufatto originariamente realizzato in assenza di titolo, e oggetto di una istanza di condono ancora non definita.

Abusi edilizi a Camerota: le contestazioni

Nello specifico era stato realizzato un portico adiacente un immobile già esistente su due livelli; di quest’ultimo era stato ampliato il lato posteriore e quello soprastante. Inoltre erano stati realizzati terrazzi, una mansarda, un pianerottolo, una scala e un ulteriore ampliamento del locale deposito. All’epoca scattò quindi l’ordine di demolizione e ripristino dei luoghi da parte del Parco.

Abusi edilizi: questione sul tavolo del Tar

Tuttavia la vicenda finì all’attenzione del Tar su ricorso della proprietaria dell’immobile; nel 2017 lo stesso fu dichiarato decaduto di qui la decisione dell’Ente con sede a Vallo della Lucania di rinnovare l’ordine demolitorio considerato che intanto, un ulteriore sopralluogo dei carabinieri in zona, oltre all’inottemperanza della demolizione permetteva di constatare anche differenze tra lo stato dei luoghi e quello segnalato al tempo della contestazione. Anche in questo caso un nuovo ricorso al Tar che di fatto ha bloccato la procedura poiché il provvedimento del Parco presentava dei vizi. Ora l’Ente si è uniformato alla sentenza dei giudici amministrativi disponendo l’acquisizione al proprio patrimonio l’area interessata dagli abusi. Il direttore Romano Gregorio, inoltre, ha ordinato i lavori di demolizione e ripristino dei luoghi.

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