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Palinuro in festa per il 70° anniversario del Miracolo di Sant’Antonio.

Era l’alba del 25 settembre 1949, quando Armando Sacco allora un bambino di soli sette, anni insieme allo zio Ciro, come aveva sempre fatto, sale sul gozzo per iniziare la pesca.

“Erano le 5:30 di una mattina limpida e serena, una mattina di sole e carmaria (mare calmo), incontrammo un altro gozzo che rientrava dalla pesca notturna, a bordo c’era zio Eugenio che insistentemente pressava per accompagnarci dicendo che durante la notte il mare non gli era piaciuto e lasciare solo il fratello con me ancora bambino non gli sembrava prudente. Ma zio Ciro prese posizione dicendogli di tornare a casa visto che aveva addosso una notte di duro lavoro ed il mare era buono. Così ci mettemmo a remare verso il largo ignari di cosa sarebbe accaduto di lì a poco. Zio Eugenio non era tranquillo e non si diede per vinto. Così dopo un paio di ore si fece accompagnare dal vecchio Nazareno e ci raggiunse dietro Capo Palinuro. Erano circa le 11:30 quando improvvisamente si scatenò una tempesta fortissima come mai aveva visto nessun Palinurese. I miei zii mi fecero mettere sotto la prua del gozzo che subito si riempì di acqua e vedevo loro lottare con forza e fatica contro il mare”, racconta oggi Armando Sacco.

In quelle ore la mamma del bambino, Maria De Angelis, correva sulla punta più alta di Capo Palinuro, il faro, dove sperava potesse avvistare il gozzo con suo figlio ma tutto vano; all’orizzonte era buio e tempestoso, impossibile vedere oltre pochi metri. Allora tornò a casa, prese la statuetta in pietra di Sant’Antonio e andò sulla spiaggetta della Ficocella.

Con tanta speranza e fede la donna recitò così: “Sant’Antonio mio io mo ti butto in mare, se affondi non rivedrò più mio figlio” . La statuetta rimase a galla. Calava ormai il buio ma le speranze erano tante così di lì si recarono al porto insieme a tante persone e posero la statua di Sant’Antonio sopra ad uno scoglio in riva al mare, pregando.

“Era ormai notte – prosegue Armando Sacco– quando gridai con lo sguardo puntato su Capo Palinuro non abbiate paura lì lo vedete c’è uno vestito da monaco che ci fa luce e con la corda che porta in vita ci sta tirando, presto saremo salvi! Ma i miei zii non vedevano nulla. Erano ormai le 23:30 quando arrivammo al porto salvi ma stanchi, impauriti ed infreddoliti, mia mamma mi avvolse in una coperta di lana e mi portò a casa dopo che i miei zii avevano sfidato e vinto sulla morte. Il giorno seguente mia mamma mi portò in Chiesa e io additando il Santo del Miracolo dissi: è lui il monaco che ci ha salvati”.

“E’ dura la vita del pescatore, ma nessuno ha così tanto da raccontare come chi ha vissuto il mare”, conclude.

Il programma religioso:

24 settembre: giornata in onore della Madonna Assunta

Ore 9.00 giro di saluto della banda “San Giovanni a Piro” per le vie del paese

Ore 10.30 inizio processione con la Sacra immagine della Madonna dalla Cappella alla Chiesa Parrocchiale, accompagnata dalla banda musicale.

Ore 19:00 S. Messa presso la Cappella del porto in onore di Sant’Antonio.

25 settembre: giornata in onore di Sant’Antonio

Ore 10.30 SS. Messa in onore di Sant’Antonio presso la Cappella del porto, presieduta da S. Ecc. Mons. Ciro Miniero.

Ore 16:00 Processione via mare e via terra accompagnate dalle bande musicali “Città di San Giovanni a Piro” e “Città di Agropoli”.

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