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Agropoli, al via la pulizia delle spiagge ma la situazione è drammatica

La posidonia continuerà ad essere accumulata ai margini delle spiagge

AGROPOLI. Al via la rimozione delle alghe dalla spiaggia della Marina. Ma non fa più notizia. L’intervento di pulizia che interesserà anche il Lido Azzurro è quanto mai tardivo. La stagione balneare è iniziata da tempo ed Agropoli si è fatta trovare del tutto impreparata. Due tratti di costa, quello a ridosso del porto e la piccola baia tra la foce del Testene e il promontorio, sono stati trasformati in una maxi discarica di posidonia.

A peggiorare la situazione sono proprio gli interventi di pulizia avviati in queste ore che se da un lato libereranno l’arenile, dall’altro incrementeranno i cumuli di alghe a margine della spiaggia. La situazione peggiore alla Marina dove un angolo da cartolina, quello della rupe su cui sorge il centro storico, è stato completamente deturpato. Una maxi discarica di posidonia spiaggiata ha modificato in peggio il paesaggio per lo sdegno di cittadini e turisti.

Economicamente, però, è al Lido Azzurro che si registrano le conseguenze peggiori: ferma al palo l’attività dei lidi, anche i proprietari di appartamenti si sono visti disdire i fitti dai vacanzieri che in questi giorni di giugno hanno constatato lo scempio che si registra sul litorale agropolese.

La città, dunque, resta con sole due spiagge fruibili a pieno: Trentova la cui manutenzione è affidata per lo più ai privati e il Lungomare che grazie all’attività della Sarim può usufruire di una pulizia quotidiana.

Eppure da palazzo di città si mostrano soddisfatti ed esaltano il ruolo della posidonia: «Sono iniziate le operazioni per sistemare le spiagge interessate da un notevole spiaggiamento di posidonia – affermano il sindaco Adamo Coppola e l’assessore al Porto e Demanio, nonché vicesindaco, Eugenio Benevento – Ricordiamo che la posidonia è elemento chiave per la conservazione degli ecosistemi del Mar Mediterraneo e indice di salubrità del mare, ma i più preferiscono spiagge libere dalla stessa. Si procederà con lo stoccaggio in loco, non essendo intervenuta, al momento, alcuna normativa che permetta di smaltire la posidonia a costi abbordabili».

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