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Cultura: Il poeta cilentano Stefano Contente pubblica la sua nuova raccolta

“Tornano le rondini” , l’ultimo risultato della penna dell’artista

Esiste un mondo dove tutto è esprimibile, dal reale all’intangibile, è l’universo della poesia che per chi lo sa esplorare apre il varco all’infinito delle idee e dei sentimenti umani. Leggendo l’ultima raccolta del poeta cilentano Stefano Contente è ancora una volta possibile oltrepassare questo varco che dipinge la realtà con la penna e ne fa scorgere tutto il bagaglio di emozioni che riesce ad evocare.

“Tornano le Rondini”, questo il titolo della nuova raccolta dello scrittore, pubblicato nel Marzo 2019 da Pubblisfera Edizioni, che, dopo “Scripta Manent” e “Come Pietre”, segna un nuovo passo avanti della carriera artistica di Stefano. Qui è possibile cogliere l’evoluzione poetica che è maturata nell’autore , un’impronta sempre più sicura ed avvincente. La raccolta accoglie poesie in lingua e in dialetto con l’aspetto del chiaro-scuro che è tipico dell’animo di chi scrive.

Tra malinconia ed ironia si percorre un viaggio tra realtà, disegnata nelle immagini di vita quotidiana che riportano anche a tempi passati, e spiritualità, un viaggio nell’animo umano attraverso aspetti poetici suscitati da piccoli dettagli quotidiani. Un percorso di riflessione che oscilla tra interno ed esterno del poeta, uno sguardo all’esterno riflesso nel proprio interno. Il dialetto, ormai divenuto solo memoria, sotto certi aspetti, è esso stesso suono di sentimenti che solo alcune parole od espressioni riescono a suscitare, una memoria “parlata” portatrice di valori di altro e alto spessore.

Molte sono le poesie che meglio descrivono l’intento dell’autore ricordiamo “ Io Salvasse” , qui si alterna con una musicalità unica lingua e dialetto in un gioco di espressioni che tiene sempre vivo il passo della lettura: “…Io salvasse e mettesse ind’a’ nu posto sicuro ogni cosa c’adda arrivà a chi vive po’ in futuro. La mia terra e i suoi frutti, Chiri i salvasse tutti ! Il rosso di sera all’orizzonte na pennellata tra ‘u mari e ‘u monte“. La poesia, dice il poeta Stefano Contente, è come una fiammella che arde sempre e ti brucia dentro lentamente fino a divampare nel l’idea esatta di ciò che si vuole esprimere e diviene scrittura. Questa fiamma che più volte si è accesa la vediamo avvolgere anche i versi di un’altra poesia della raccolta “Come un’orchidea” un inno alla seduzione e alla sensualità femminile che così si esprime: “Come un’orchidea di fascino e mistero seduci, audace, tenace il mio pensiero. Come un’orchidea hai vestito di velluto la tua pelle muti la passione da mansueta a ribelle scivolando in vortice d’ effusioni, lasciandoti cadere tra brividi ed emozioni”.

Il titolo della nuova raccolta è insieme un augurio e una riflessione sulla penna del poeta, che così dichiara : “le rondini sono degli uccelli che pur percorrendo migliaia di chilometri ritornano sempre allo stesso nido conservando memoria primordiale della loro casa” così la penna del poeta si esprime in una sua memoria di cose vissute e antiche che lo legano alla sua terra e alle sue origini, allo stesso tempo “Tornano le rondini” è un augurio al nuovo inizio, alla rinascita, al superamento dell’oscurità e all’apertura a nuova vita, poiché le rondini, presto o tardi, ritornano sempre.

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