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La strada resta chiusa ma la fede non ha ostacoli: apre il Santuario del Monte Gelbison

Domani si rinnova il rito dell'apertura del Santuario del Monte Gelbison

NOVI VELIA. Come da tradizione, l’ultima domenica di maggio, il Santuario del Monte Gelbison riaprirà le porte ai pellegrini che potranno salire in preghiera fino alla seconda domenica di ottobre. Quest’anno c’è stato il timore che il secolare rito non potesse ripetersi: la strada che conduce in vetta, infatti, è interessata dalla caduta massi e per questo resterà chiusa. I fedeli che vorranno raggiungere il Santuario dovranno seguire un sentiero rimesso a posto dai forestali, ma senza l’ausilio di mezzi.

Da tradizione il rito di riapertura del santuario è preceduto da un altro evento: il sabato pomeriggio per le vie di Novi Velia si snoda la tradizionale processione con la “centa”- tipica struttura di candele e fiori – che, la mattina seguente, sarà portata sul capo da una donna individuata tramite sorteggio.

All’alba di domenica ci si radunerà per il pellegrinaggio che, dopo aver fatto tappa nei pressi della località Fiume Freddo, proseguirà fino su al Santuario. Qui si celebrerà la prima messa dell’anno e l’effigie di Maria del Sacro Monte sarà svelata agli occhi dei fedeli. Si tratta di un rituale di grande suggestione e partecipazione del sentire popolare che ha radici antichissime.

Il Santuario

Il Santuario della Madonna di Novi Velia, si erge  sulla cima del Monte Gelbison, o Monte Sacro, a 1705 metri sul livello del mare. E’ uno dei più importanti santuari mariani del Sud Italia.

Secondo una leggenda, durante la sua costruzione, risalente al 1323, ogni volta che gli operai interrompevano per qualche giorno i lavori, alla ripresa trovavano distrutte le opere costruite. Il fenomeno s’interruppe dopo che una notte agli operai, saliti sul monte in cerca di un agnello smarrito, apparve la Madonna, che chiesa che la cappella fosse dedicata agli Angeli.

Oltre che per il valore religioso, il santuario si caratterizza anche per il panorama mozzafiato, che si apre sulle colline verdi del Cilento, fino al mare. Il santuario è circondato da boschi dove vivono anche animali particolari come il lupo e il picchio nero.

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