Omignano, la denuncia: «Sono convivente, il prete mi impedisce di cresimare una ragazza»

La denuncia di Emilia Lettieri: convivente da 10 anni mi viene vietato di fare da madrina di cresima

OMIGNANO. «Avrei dovuto cresimare una ragazza nella parrocchia del mio paese, ma il prete con parole pesanti mi ha detto che non posso ricoprire questo ruolo essendo convivente». A denunciare il caso è Emilia Lettieri, di Omignano. Il divieto sarebbe arrivato da don Luigi, parroco della Chiesa di Sant’Antonio da Padova.

I fatti risalgono a qualche giorno fa: durante una riunione con madrine e padrini dei futuri cresimandi, il prete avrebbe chiamato in disparte la signora. Una volta in canonica ha chiesto chiarimenti sulla sua situazione sentimentale, quindi le avrebbe vietato di svolgere il suo ruolo perché convivente con un uomo senza essere sposata. «Il prete – denuncia la donna – con parole pesanti mi ha detto che io non posso ricoprire questo ruolo essendo convivente (anche se non mi sono mai sposata e per la mia malattia oncologica non ho potuto avere mai figli), mi ha trattato come una poco di buono e mi ha cacciato dalla chiesa, sono stata umiliata come donna, e come Cristiana». Accuse pesanti, quelle di Emilia Lettieri, che ora chiede giustizia: «Il 30 giugno – dice – a Salerno io e il mio compagno dovremo battezzare una bambina e il prete, ascoltata la nostra storia, ha detto che ci sono tutti i presupposti per farlo, per questo non so perché ad Omignano c’è questa situazione». «Nonostante Papa Francesco abbia cambiato, con il Sinodo del 2015, il regolamento canonico, lui impone le sue leggi», dice amareggiata la donna riferendosi al sacerdote e denunciando il silenzio della comunità.

A prendere le sue difese sarebbe stato un altro parroco, Don Salvatore, il quale, però, non è riuscito a far cambiare idea a Don Luigi. Ora Emilia chiede una risposta, vuole sapere perché le è impedito di fare da madrina nonostante, apparentemente, abbia tutti i requisiti per ricoprire questo ruolo.

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Redazione Infocilento

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4 commenti

  1. Pultroppo ci sono situazioni assurde che nonostante viviamo in un mondo copletamente diverso da 100 anni fa ma la chiesa oggi impone ancora delle regole preistoriche, ad esempio ho scoperto che nella mia citta del Nord Bresso volendo battezzare un bambino non è possibile scegliere come Padrino o Madrina una persona che è divorziata, questo accade oggi 2019 quando è risaputo che i casi di divorzio sono aumentati, e poi dico c’è tipo di divorzio e divorzio, molto spesso si divorzia per situazioni di convivenza pericolosa, ma non per questo la chiesa ti deve imporre un marchio così grave, chi divorzia per la chiesa non ha più diritti, mentre per i preti rei di atti gravi prima che vengano allontanati dalla chiesa magari passano dei decenni, di questo passo tra qualche decennio la chiesa non avrà più cristiani che potranno essere tali, non tutti sono i benvenuti nella casa di Dio, in particolare chi divorzia.