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Dai numeri fortunati alle superstizioni popolari: l’origine di alcuni riti scaramantici

Fato, fortuna, destino o dea bendata. Chiamatela come preferite sì, ma non negate di aver invocato almeno una volta la buona sorte di fronte a situazioni in cui ci si deve affidare al caso e sperare bene.

Anche se c’è chi cerca di negarlo, sono in molti ad avere dei riti scaramantici che rispettano con precisione assoluta. Alcuni esempi molto famosi vengono dal mondo dello sport e da vere e proprie celebrità: Cristiano Ronaldo indossa sempre prima la calza destra e poi la sinistra ed entra in campo con il piede destro; il mago del tennis Rafa Nadal  vuole che i suoi calzini siano alti precisamente 15cm e che il logo del suo sponsor sia parallelo al campo; famosissimo è il rito di Valentino Rossi prima di ogni partenza si rannicchia accanto alla sua moto appoggiando il casco sulla sospensione anteriore.

3, 13, 17: la fortuna è questione di numeri

Una data di nascita, il giorno del primo bacio o semplicemente un momento speciale. Spesso abbiamo dei numeri che per noi sono davvero importanti, perché legati ad un bel ricordo. In altri casi però si tratta di vere e proprie tradizioni e credenze popolari che cambiano di paese in paese.

Se allora state cercando il numero perfetto per scegliere la cartella della tombola a Natale o se vi state domandando come scegliere i numeri giusti giocando alla roulette ecco una lista di numeri più o meno fortunati.

  • 3: un numero, una sicurezza visto che da sempre il tre rappresenta la perfezione, in Italia viene collegato alla Divina Trinità e in Svezia vige il detto del “tutte le cose buone arrivano a gruppi di tre”
  • 7: come detto ogni paese ha le sue tradizioni e se gli abitanti della Cina non vedono assolutamente di buon occhio il numero sette perché il settimo mese del calendario è detto “mese dei fantasmi” (credenza simile a quella del numero 4 che in Cina e Giappone ha lo stesso suono della parola morte), per altri paesi il 7 è di buon auspicio perché legato alla creazione dell’universo (avvenuta in sette giorni) o ancora alle sette meraviglie del mondo.
  • 9: pareri discordanti anche per il numero nove. In Cina e Norvegia è un vero portafortuna perché nel primo caso indica l’imperatore e nel secondo un numero sacro per la mitologia nordica, mentre in Giappone e Corea la pronuncia “ku” indica il termine sofferenza.
  • 13: stessa sorte è toccata anche al numero tredici che è visto come presagio negativo in molti paesi perché ricorda le persone presenti all’Ultima Cena e Loki, il tredicesimo semidio della mitologia apparso anche in versione moderna nei film Marvel. Come per il 7 però c’è anche chi pensa che il tredici porti fortuna: proprio qui in Italia infatti rappresenta Sant’Antonio e i suoi miracoli quotidiani.
  • 17: tutta italiana invece la tradizione legata al diciassette che è considerato un numero nefasto per la simbologia legata al numero romano XVII che se anagrammato forma la parola VIXI ossia “ho vissuto” e perché secondo un’altra tesi legata al testo biblico il giorno 17 ebbe inizio il diluvio universale.

Credenze e tradizioni popolari: le più famose

Inoltre se i numeri non bastassero esistono tante altre credenze legate alla buona o cattiva sorte quando si sfida la fortuna, come nel caso del gioco d’azzardo. Ad esempio la prima regola fondamentale è quella di non contare mai i soldi mentre si sta giocando, quindi sia che voi stiate vincendo o che vi siano rimasti le ultime monete guai a farsi i conti in tasca! Assolutamente vietati sono poi i prestiti di denaro tra giocatori e non è ben accetto neanche augurare il tradizionale “buona fortuna” o “in bocca al lupo” a chi sta per giocare.

Insomma, come dicevamo in apertura, ancora oggi vale la regola del “Non è vero, ma ci credo” soprattutto in un paese tradizionalmente scaramantico come l’Italia. Alcuni esempi?

Se vedete una scala appoggiata ad un muro non passateci sotto e non solo perché potreste rischiare di essere colpiti da un oggetto qualsiasi, ma anche perché per la tradizione cristiana ogni triangolo rappresenta la Trinità e dunque romperlo con il proprio passaggio porta sfortuna.

Quando si sta a tavola poi sono diverse le “tradizioni” da rispettare e tra queste alcune sono legate al sale. Fate attenzione a non rovesciarlo e se proprio dovesse cadere a terra rispettate il tradizionale rito che consiste nel gettarne qualche chicco dietro le proprie spalle. La spiegazione è semplice, nell’antichità il sale era un prodotto pregiato e molto prezioso, utilizzato sia come disinfettante che per conservare il cibo.

Anche l’innocuo “salute” detto dopo uno starnuto ha origine da una credenza popolare legata ai tempi di Papa Gregorio I e alla peste del sesto secolo: durante questo periodo di crisi, infatti, alcune volte chi starnutiva ripetutamente rischiava addirittura la morte improvvisa, per questo motivo il Pontefice diede inizio alla consuetudine di rispondere ad ogni starnuto con un “Dio ti benedica” che nel tempo si è tramutato semplicemente in salute.

Insomma saranno anche credenze irrazionali o semplici convinzioni popolari, ma se la fortuna è davvero bendata allora perché non sfidarla con l’aiuto di questi piccoli trucchetti?

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