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Ascea dice “no” all’impianto di itticoltura nel Comune di Casal Velino

"L'immagine del nostro territorio verrebbe danneggiata"

Itticoltura vista sito archeologico. Ascea dice no. Ferma opposizione del comune guidato dal sindaco D’Angiolillo al progetto del vicino comune di Casal Velino che vedrebbe nello specchio d’acqua antistante il promontorio di Velia l’installazione di un secondo impianto di itticoltura. Per bloccare il progetto l’amministrazione è pronta a chiedere l’intervento del ministro dell’ambiente Sergio Costa che ad Ascea è di casa. Intanto su proposta del vicesindaco Emilio Puglia è già stata approvata una delibera di giunta per far voti alla Regione, affinché fermi il progetto. Il secondo impianto di itticoltura dovrebbe essere realizzato nel vicino comune di Casal Velino dalla società Lpa che ha già realizzato il primo impianto. Entrambi andrebbero ad interessare il golfo di Velia ricadente nel Parco. Un’area ben visibile dall’Acropoli di Velia con un impatto ambientale e paesaggistico fortemente negativo.

«L’immagine del nostro territorio e del sito archeologico di Elea – Velia – ribadiscono gli amministratori – verrebbe danneggiata con gravi ripercussioni a livello turistico. Andrebbero vanificati tutti gli sforzi per la promozione, tutela e conservazione».

Il progetto sembra una beffa ai festeggiamenti di lunedì proprio ad Ascea, per i 20 anni di riconoscimento a patrimonio mondiale dell’Unesco. Il sindaco D’Angiolillo chiede l’intervento della Regione per una Conferenza di servizi. Uno studio prodotto qualche anno fa da esperti e commissionato dalla stessa società Lpa su richiesta del comune di Ascea, non escludeva effetti negativi ed inquinanti in caso di più impianti localizzati a breve distanza nello stesso specchio di mare. In questa battaglia l’intera comunità è al fianco degli amministratori. I cittadini sono pronti a contrastare in ogni modo legittimo la realizzazione del secondo impianto. Un invito a riflettere quindi ai comuni di Casal Velino e Pollica, affinché si rendano conto degli effetti negativi che l’intervento con la realizzazione del secondo impianto procurerebbe sia a livello di immagine che di inquinamento sul mare. Oltre al ministro Costa che «conosce bene il territorio ed è molto sensibile alle problematiche ambientali», il comune di Ascea ha sollecitato il presidente del Parco, Tommaso Pellegrino a prendere una posizione netta. Della vicenda, argomento del meeting politico di questa sera alla Fondazione Alario con l’intervento del sindaco, sarà interessata anche la sovrintendente Francesca Casule.

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