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Aria di cambiamento al PAE: due nuovi allestimenti tra provocazione e innovazione

"Riallestire un percorso museale è sempre una buona occasione per pensare il museo in maniera nuova, per pensarlo come un luogo diverso"

“Riallestire un percorso museale è sempre una buona occasione per pensare il museo in maniera nuova, per pensarlo come un luogo diverso” – sono queste le osservazioni con le quali il direttore del Parco Archeologico di Paestum, Gabriel Zuchtriegel, ‘giustifica’ la piccola provocazione artistica che da oggi accoglie i visitatori all’ingresso del Museo del sito magno-greco: “Ceci n’est pas un musée” (“Questo non è un museo”), scritto in caratteri a neon sopra la sala cella che ospita le famose metope (pannelli scolpiti) dal santuario di Hera sul fiume Sele a Nord di Paestum. L’intervento allestitivo, che s’ispira al celeberrimo disegno di Renè Magritte con la rappresentazione di una pipa e scritto sotto “Ceci n’est pas une pipe”, apre una fase di profonda trasformazione che l’edificio museale subirà nei prossimi mesi e anni a causa dei lavori di riqualificazione e di riallestimento finanziati con fondi nazionali ed europei.

“In una recente ricognizione di customer satisfaction è venuto fuori che molti dei nostri visistatori vorrebbero avere più informazioni sulla storia del museo come contenitore – spiega il direttore – con il nostro allestimento abbiamo tentato di assecondare questa volontà e al tempo stesso di stimolare una riflessione più profonda sul senso e sulla funzione di un museo nei giorni nostri.”

Da ora in poi, i visitatori potranno, infatti, trovare un percorso di pannelli e QR-Code nel museo di Paestum che racconta la storia di un pezzo importante dell’architettura italiana del Novecento, dalla prima progettazione in seguito agli scavi nel santuario sul fiume Sele negli anni ’30 fino all’inaugurazione nel 1952 e all’allestimento della Sala “Mario Napoli” che ospita le lastre dipinte della Tomba del Tuffatore, scoperta nel 1968. “Anche il museo come contenitore va valorizzato – osserva il direttore – perché anche l’architettura moderna e l’arte contemporanea, nella forma dell’installazione d’arte di Carlo Alfano, fanno parte della storia di Paestum.”

In contemporanea, si festeggia l’inaugurazione di una sezione del percorso museale dedicato alle necropoli del sito magno-greco e ai rituali funerari. Anche in questo caso, il gruppo di lavoro del Parco Archeologico ha tentato di pensare fuori gli schemi strettamente archeologici: il racconto arriva anche a temi come la musica e la persistenza di costumi funerari antichi nell’Italia meridionale fino agli anni ’50 del Novecento.

I due progetti di allestimento sono stati curati rispettivamente da Maria Boffa e Daniele Rossetti, due funzionari nuovi assunti dal MiBAC che così hanno superato il loro “battesimo del fuoco”. “Lavorare con giovani funzionari nuovi è una cosa bellissima – dichiara il direttore – per questo salutiamo con entusiasmo il piano del Ministro Bonisoli per l’assunzione di altre unità altamente qualificate nei prossimi anni.”

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