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Castellabate: polemiche sui lavori per la Casa Comunale

Maurano attacca: "Dobbiamo essere più critici sulle modalità con cui vengono spesi i soldi dei cittadini"

Castellabate. L’ inaugurazione del nuovo edificio della Casa Comunale, avvenuta lo scorso sabato, ha chiamato a raccolta sindaci e personalità influenti di tutto il territorio; tuttavia, accanto alle celebrazioni, si sono sollevate aspre polemiche circa l’ effettiva necessità di una ristrutturazione, e, dunque, di una spesa così esosa per i cittadini.

A chiarire le ragioni alla base di questa controversia è Luigi Maurano, consigliere di minoranza che, in un post al vetriolo, scrive: ” [la ristrutturazione] è costata quasi un milione di euro, finanziata con un mutuo contratto con la Cassa Depositi e Prestiti da pagare fino al 2044. […] Quando si parla di opere pubbliche, finanziate con i soldi dei cittadini, e  visto il mutuo trentennale, il criterio di analisi deve essere espresso in termini di qualità/prezzo e costi/benefici per la collettività.”

“E’ per noi un orgoglio poter restituire alla cittadinanza, da un edificio edificato negli anni ’60 e modificato con lavori di manutenzione negli anni ‘80, una casa comunale ben strutturata, tecnologicamente all’avanguardia e proiettata nel futuro –  ha dichiarato il primo cittadino, Costabile Spinelli – il municipio è la casa di tutti i cittadini ed è importante che essa sia lo specchio di un territorio meraviglioso, ammirato da tutti e in continua crescita».

Il Comune di Castellabate, invece, secondo le analisi della minoranza, avrebbe problemi più urgenti da risolvere: ” le strade comunali versano in condizioni indecenti; alcune zone sono sprovviste della rete fognaria; i depuratori sono obsoleti e sotto potenziati; la viabilità e i parcheggi presentano problemi oggettivi; l’erosione sta portando via gran parte del litorale a Lago, al Pozzillo e a Ogliastro Marina” – accusa ancora Maurano, ” e se mutuo doveva essere, era più sensato e politicamente lungimirante contrarlo per risolvere queste problematiche.”

La querelle, dunque, è ancora aperta.

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