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Castagne, stagione difficile: maltempo ha compromesso raccolti

Coldiretti lancia l'allarme

Castagne, stagione difficile. Superata crisi cinipide ma maltempo ha compromesso raccolti. Ecco i dati di Coldiretti Salerno Non sono positivi i primi dati sul Marrone di Roccadaspide Igp. Superato l’incubo cinipide grazie ad una serrata lotta biologica che ha consentito di debellare quasi completamente l’insetto cinese, il Comune di Roccadaspide è stato uno dei primi ad investire fondi per aderire al Piano di Lotta Biologica all’insetto – l’Amministrazione retta da Gabriele Iuliano ha investito risorse proprie pari a 600 euro per i lanci del “Torymus Sinensis”, l’antagonista naturale della vespa cinese, un parassitoide ectofago solitario che può impedire l’attacco del cinipide, si presenta ennesima stagione difficile per le castagne a causa delle muffe. A renderlo noto è la Coldiretti Salerno.

«La stagione si presentava con piante in ottimo stato, con la presenza di ricci, frutti sani e pezzature medio/grandi – spiega Roberto Mazzei, esperto in castanicoltura e consulente Coldiretti – poi le intense piogge di agosto, le escursioni termiche molto forti e il vento hanno inciso sulla produzione, soprattutto nelle zone vallive, provocando una mancata crescita delle castagne non ancora mature e una forte presenza del fungo Gnomoniopsis Discula Pascoe che ha attaccato i castagneti salernitani, generando marciume del frutto». I mercati al momento sono fermi. Lo scorso anno il Marrone di Roccadaspide Igp era quotato tra 1.20 e i 2 euro al kg, a seconda del calibro e della qualità.

«I primi dati ufficiali a nostra disposizione non sono positivi – rivela il direttore di Coldiretti Salerno, Enzo Tropiano – ma la raccolta è appena nella fase iniziale e dobbiamo ancora confrontarci con le industrie di trasformazione per capire l’andamento dei mercati. Ad aggravare la situazione è senza dubbio l’immissione nel nostro mercato di castagne provenienti dai paesi esteri. I produttori sono preoccupati per la stagione che ha portato una riduzione del quantitativo di frutti, tanto che in alcune zone la produzione è pressoché dimezzata, rischiando di minare la stabilità economica degli operatori del settore».

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