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Un progetto per il rilancio del sito archeologico del “Cenotafio di Palinuro”

Via libera della Soprintendenza allo studio del sito

L’associazione Trasparenza e Legalità ha intrapreso con l’archeologo dott. Carmelo Di Nicuolo un rapporto di collaborazione, finalizzato allo sviluppo delle sinergie necessarie per valorizzare il “Cenotafio di Palinuro”, allo scopo di promuovere il territorio e tutto ciò ad esso connesso.

Il sopralluogo congiunto fatto nei primi giorni di settembre dall’archeologo e dalla associazione, nella persona di Aniello Abignano, ha consentito al Dott. Carmelo Di Nicuolo di farsi interprete del valore del sito e successivamente attivarsi per ottenere il permesso di studio dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Province di Salerno e Avellino. Lo studio del sito è stato autorizzato dalla Soprintendenza, che lo ha ufficialmente comunicato in questi giorni all’archeologo. Già negli anni ’30 la Soprintendenza riconobbe il sepolcro come “reperto di notevole interesse storico”.

Le rovine del Cenotafio di Palinuro, in realtà un Mausoleo funerario romano, hanno attratto tra il XVIII e XIX secolo l’attenzione dei viaggiatori europei del periodo del Grand Tour. L’imponente monumento, a strapiombo sul mare e in posizione dominante rispetto a Capo Palinuro, suscitò la suggestione che potesse trattarsi del mitico cenotafio dedicato al nocchiero di Enea, Palinuro; la leggenda racconta che Palinuro partì in nave dalla costa libica ma durante la traversata si addormentò e cadde in mare, non si perse d’animo e raggiunse a nuoto la terra, dove ebbe però la sfortuna di incontrare le popolazioni locali che lo uccisero. Per questo atto spregevole, cadde una terribile maledizione sul rude popolo di lingua osca. C’èra un solo modo per liberarsene, annunciò l’oracolo: innalzare un sepolcro dedicato alla loro vittima.

La Associazione è fiduciosa che con il contributo di studiosi, enti e imprenditori, nonché con la disponibilità e la collaborazione già mostrata da parte del proprietario del terreno, si possa restituire in tempi brevi prestigio culturale e turistico al sito e alla fascia costiera di Caprioli, dov’è ubicato il reperto storico “Cenotafio di Palinuro”.

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