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Sospetti sulla salubrità dell’area dove sorge il Faraone: inviata documentazione al Noe

Iniziativa del Comitato Trasparenza e Legalità

ROFRANO. “Quanto è salubre l’ambiente in cui è localizzata la sorgente Faraone?” E’ questa la domanda che si è posto il Comitato Trasparenza e Legalità che ha inviato una nota ai carabinieri del NOE fornendo tutta la documentazione sulla zona.

“L’area in cui è ubicata la sorgente è limitrofa al territorio del Comune di Rofrano, precisamente confina con il foglio 34 particella 51 del Comune di Laurino; su una parte di quest’ultima particella è stata individuata l’anomala presenza di un silos utilizzato per lo stoccaggio di bitume”, evidenziano dal Comitato.

A destare preoccupazione il fatto che, da notizia apprese sul posto, è emerso che “dove attualmente è localizzato il silos era presente, durante i lavori di realizzazione della strada intercomunale Valle di Pruno, inizi anni ’80, un impianto di betonaggio e di produzione di asfalto, tale piazzale successivamente è stato utilizzato per lunghi anni come deposito di auto e autocarri demolenti. L’area ex impianto di betonaggio è posizionata rispetto alla sorgente a 100 metri lineari più a nord, ad una quota più alta di circa 20 metri”.

La sua presenza potrebbe aver fatto disperdere liquami nel terreno con il rischio di contaminazione anche della sorgente. Tutt’ora la presenza di liquidi in zona, nei pressi della cisterna, “è evidente” segnalano da Trasparenza e Legalità, mentre le verifiche effettuate con contatore geiter per misurare la radioattività sono risultate nella norma.

Tutta la documentazione è stata inviata al Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri affinché si valuti l’opportunità di compiere ulteriori controlli.

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