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Castellabate: password negata, Consiglio di Stato accoglie ricorso della minoranza

L'Ente dovrà adempiere entro 60 giorni

Il Comune di Castellabate dovrà rilasciare la password per l’accesso da remoto al sistema informatico ai consiglieri di minoranza. La Quinta Sezione del Consiglio di Stato (presidente Francesco Caringella), ha accolto il ricorso presentato dal consigliere di minoranza Caterina Di Biasi, rappresentata dall’avvocato Elena Conte, contro il Comune di Castellabate, difeso dall’avvocato Gennaro Maione, per la riforma della sentenza del Tar Salerno

La vertenza era iniziata già due anni fa. La minoranza in consiglio, guidata da Alessandro Lo Schiavo e composta da Caterina Di Biasi, Luigi Maurano e Marco Rizzo, aveva chiesto all’Ente a più riprese di ottenere la password al fine di accedere alla contabilità dell’Ente. Secondo quest’ultimi, l’accesso a tali dati è stato negato e a volte addirittura osteggiato tant’è che tramite la consigliera Di Biasi, a inizio ottobre 2016, si era deciso di ricorrere al Tar. Per l’amministrazione comunale «Presso l’Ente esiste dal 2015 una postazione dedicata ai consiglieri comunali per consentire agli stessi pieno e libero accesso ai software gestionali dell’ente con servizio di assistenza, se necessaria, e che per motivi di sicurezza informatica le password di accesso vengono generate e consegnate ai consiglieri contestualmente all’uso della postazione». Insomma per la maggioranza si può accedere al sistema ma non da remoto bensì unicamente da una postazione attiva a palazzo di città.

Il Tar Salerno aveva respinto il ricorso, di qui la decisione di rivolgersi al Consiglio di Stato. Secondo i giudici “i consiglieri hanno diritto di ottenere tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del loro mandato”. Pertanto la fruibilità dei dati e delle informazioni deve essere garantita con modalità adeguate ed appropriate e in tal senso vengono respinte le motivazioni dell’amministrazione comunale che, tra l’altro, ricordava di non avere un sistema che garantisse un accesso da remoto. Per i giudici l’Ente può adeguarsi non essendo il costo del software sproporzionato. Di qui l’obbligo l’ordinanza a rilasciare, entro 60 giorni, la password alla ricorrente.

“Mentre stavamo discutendo di Rendiconto, di situazione economico finanziaria dell`Ente, di richiesta senza risposta e di arroganza del potere è arrivato un messaggio con una foto dal nostro avvocato Elena Conte a cui va un nostro forte appassionato ringraziamento. Un raggio di speranza per Castellabate, per la democrazia, per i cittadini. Quel messaggio recitava l’appello è stato accolto, abbiamo vinto la battaglia sulla trasparenza”, è il commento dei consiglieri di minoranza Lo Schiavo, Rizzo, Maurano e Di Biasi.

“Come Minoranza  – ricordano – abbiamo prima proposto ricorso al Tar e poi al Consiglio di Stato, tutto a spese personali, in nome di un principio, in nome di una ferrea convinzione nelle istituzioni e nella giustizia.”

Infine un messaggio ai cittadini: “L’ abbiamo fatto per tutti voi, perché deve risuonare forte il concetto che la contabilità pubblica deve essere chiara a tutela delle risorse dei cittadini, che hanno diritto a sapere come vengono gestiti i loro soldi. Oggi ha vinto la giustizia, ha vinto la democrazia, hanno vinto i cittadini”.

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