Ferrovia Sicignano – Lagonegro: RFI chiede 757 euro al Club Alpino Italiano per il trekking ferroviario

La manifestazione si sarebbe dovuta svolgere oggi nell’ambito della Giornata nazionale delle ferrovie dimenticate

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Antonello Sica

Sala Consilina – RFI (Rete Ferroviaria Italiana) ha chiesto 757 euro al Club Alpino Italiano per poter rilasciare l’autorizzazione a poter organizzare, in occasione della “Giornata Nazionale delle ferrovie dimenticate” che si tiene la prima domenica di marzo, una escursione sulla linea ferroviaria Sicignano – Lagonegro che 31 anni, dal lontano 1987, risulta “temporaneamente chiusa all’esercizio” per consentire la realizzazione dei lavori di elettrificazione della tratta che mai sono iniziati e mai inizieranno viste anche le pessime condizioni in cui versa la linea, le gallerie e i binari che tra l’altro in alcuni tratti sono stati anche rimossi per essere utilizzati altrove. A spiegare le motivazioni del perché, ance quest’anno il trekking ferroviario non ci sarà è Antonello Sica della sezione salernitana del Club Alpino Italiano. “Sono in molti a chiedermi come mai la Sezione di Salerno del Cai – spiega Sica – non organizza più da tre anni i meravigliosi e gettonatissimi trenotrekkingferroviari sulla Sicignano-Lagonegro. In prossimità della undicesima Giornata nazionale delle Ferrovie dimenticate (nell’ambito del Mese della Mobilità dolce) per ho deciso di rendere pubblica una lettera di RFI a me indirizzata tre anni fa. Fermo l’onere economico della pulizia della tratta prescelta a carico del Cai e degli eventuali Enti suoi partner, RFI nel 2015 ha cominciato a chiedere al Cai il previo pagamento di “spese per pratica di autorizzazione” di oltre 700 euro. Una richiesta che allo stesso tempo è incredibile, insostenibile ed intollerabile”. L’ultimo trenotrekkingferroviario organizzato dal CAI risale al 2014 con una nutrita partecipazione di escursionisti che hanno percorso il tratto di circa cinque chilometri compreso tra le stazioni di Pertosa e Polla. Oggi la Sicignano – Lagonegro sarà deserta anche perché è assurdo pagare 754 euro un biglietto ferroviario per un treno che non c’è.

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