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Cilento, è allarme cinghiali nelle zone interne: distrutte migliaia di reti per le olive

L'allarme di Coldiretti: necessario intervenire

Di:
Katiuscia Stio
Di:Katiuscia Stio
Laureata in Filosofia. Inizia l'attività giornalistica nel 1999 collaborando con vari giornali locali, mensili, web e realizzando servizi per una rubrica in onda su Telecolore. E'...
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Pubblicato il: 17/01/2018
Aggiornato il: 17/01/2018
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cinghiali

L’allarme di Coldiretti: necessario intervenire

Branchi di ungulati, nelle ultime settimane, si sono spinti nelle campagne coltivate e a ridosso dei paesi. I danni maggiori, in questo periodo, riguardano le reti che vengono stese sotto le piante dagli agricoltori per la raccolta delle olive: i cinghiali in cerca di cibo destavano tutto ciò che trovano sul loro cammino.

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Ogni rete ha un prezzo che varia, a seconda della grandezza e della qualità, dai 60 ai 160 euro: in molti casi i cinghiali creano danni così gravi alle reti che gli agricoltori sono costretti a sostituirle nell’impossibilità di ripararle. Gli imprenditori agricoli, ma anche comuni cittadini, segnalano con sempre maggiore frequenza i danni provocati da cinghiali che vivono e si riproducono nelle aree naturali protette e in zone boschive, ma che inevitabilmente sconfinano e fanno razzia nelle aziende agricole e si riversano sulle strade limitrofe e in prossimità dei centri abitati.

« In relazione al Piano sulla fauna selvatica – dichiara il presidente di Coldiretti Salerno, Vittorio Sangiorgio – va promossa e istituita una task force tecnica che si occupi del fenomeno fino all’obiettivo del contenimento. Ogni iniziativa di lungo respiro sarà nulla se non affrontiamo la prima fase del problema ovvero la presenza oltre i limiti degli animali. Inoltre, attenzione al danno doppio: l’incontrollata diffusione degli ungulati avviene proprio in aree dove più si stanno investendo fondi Psr per l’agricoltura. Gli uffici Coldiretti sono disponibili per l’assistenza legale e le richieste di risarcimento danno anche perché ormai la singola denuncia non basta più».

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