Prignano Cilento: mancato rispetto delle quote rosa, Tar ‘impone’ una donna in giunta

Sindaco costretto a modificare la sua squadra di governo

PRIGNANO CILENTO. Mancato rispetto delle quote rosa, problemi anche a Prignano Cilento. Dopo Centola e Castel San Lorenzo un altro Comune si trova a dover fare i conti con le prescrizioni legislative.

Il sindaco Giovanni Cantalupo, infatti, all’indomani della conferma alla carica di sindaco, aveva nominato in giunta Nicola Galzerano (assessore ai servizi sociali) e Rino Rizzo (vicesindaco). Successivamente, però, Antonella Cataneo, risultata eletta consigliere alle elezioni dell’11 giugno scorso con la lista vincitrice, aveva presentato ricorso al Tar per l’annullamento del decreto di nomina della squadra di Governo a causa del mancato rispetto delle quote rosa. Nelle scorse settimane la pubblicazione della sentenza con cui i giudici amministrativi hanno annullato il decreto sindacale.

Per far si che fosse rispettato il provvedimento l’assessore Nicola Galzerano ha rassegnato le dimissioni dalla carica; al suo posto il sindaco Cantalupo ha nominato assessore alle pari opportunità Giada Lancellotti.

Intanto i rapporti con il consigliere ricorrente si sono deteriorati. La stessa ha più volte votato contro la maggioranza in consiglio, mostrandosi vicina all’opposizione e per questo le è stata revocata la delega fiduciaria alla Comunità Montana Alento Monte Stella.

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Ernesto Rocco

Inizia l'attività giornalistica nel 2003, collaborando con il mensile "Il Cilento Nuovo". Successivamente diventa addetto stampa dell'U.S.Agropoli 1921, ruolo che manterrà fino al 2013 e che tornerà a ricoprire negli anni successivi. Nel 2005, fonda il portale InfoAgropoli (divenuto poi InfoCilento), di cui è caporedattore. Dal 2012 è collaboratore de "Il Mattino" e dell'agenzia di stampa Mediapress. Si occupa dell'organizzazione e della gestione di uffici stampa con lo studio di comunicazione Qwerty. Conduce programmi radio e tv sui canali di InfoCilento ed è opinionista e corrispondente di alcune televisioni locali.

Un commento

  1. Se ricordo bene il caso di Centola è ancora “sub iudice “, se ne parlerà a fine anno.
    Perché questa diversa interpretazione di una legge che diversamente dalle altre è di una cristallina lettura?