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Allarme siccità: in Cilento, Vallo di Diano e Alburni, oltre il 30% di piogge in meno

Ecco i risultati delle verifiche effettuate dal Servizio Territoriale Provinciale di Salerno per i territori interessati dalla forte siccità

Oltre il 30% di precipitazioni in meno rispetto al periodo di riferimento 1971 – 2000: questo è ciò che restituisce l’indagine sulla siccità effettuata dalla Provincia per l’anno 2016 – 2017.

L’ eccezionale mancanza di piogge che ha interessato quasi tutto il territorio nazionale – e per un periodo assai prolungato – ha reso il periodo preso in esame come ” il più secco dal 1800 ad oggi”. Dal dicembre 2016, infatti, fatta eccezione per i mesi di gennaio, settembre e novembre, si sono succeduti mesi poco piovosi, con un deficit,appunto, che supera il30%.

L’estate 2017, particolarmente calda, ha peggiorato una condizione già difficile:  la conseguenza diretta è stata la dichiarazione di  ” stato di calamità naturale “ da parte di molti territori per diverse colture a rischio. Insieme a queste, si sono aggiunte, poi, richieste d’aiuto per la disastrosa di molte aziende agricole, messe in ginocchio dalla siccità.

Il Servizio Territoriale Provinciale di Salerno, perciò, ha invitato i segnalatori a controllare proprio territorio per identificare le colture maggiormente colpite dall’evento, gli areali più interessati e, inoltre, l’entità del danno. Ecco i risultati dell’attento monitoraggio:

–  il C.M. Alento – Montestella, con i territori di Casal Velino, Castellabate, Cicerale, Laureana Cilento, Perdifumo, Pollica, Prignano Cilento, Rutino, San Mauro Cilento, Serramezzana, Sessa Cilento, Stella Cilento, ha restituito perdite rispetto alle colture dell’olivo, vite, foraggere, apicoltura, fichi, seminativi. Le analisi attestano il superamento della soglia di danno (  32%).

Il C.M. Alburni, con i territori dei Comuni di Aquara, Bellosguardo, Controne, Corleto Monforte, Ottati, Petina, Postiglione, Roscigno, S. Angelo a Fasanella, Serre, Sicignano degli Alburni) registra perdite per colture di vite, olivo, castagno, seminativi, altri frutteti e foraggere. Anche in questo caso, la soglia del danno ( 33%) è stata superata, e si aggiungono al deficit  l’olivo e l’apicoltura.

– Il C.M. Tanagro – Alto e media valle del Sele – Auletta, Buccino, Caggiano – riporta un danno stimato inferiore alla soglia del 30%;

– Il C.M. Calore salernitano, anch’esso monitorato, ha restituito un danno inferiore alla soglia del 30%. I Comuni che ne fanno parte sono: Campora, Capaccio, Castel San Lorenzo, Felitto, Giungano, Laurino, Magliano Vetere, Monteforte Cilento, Piaggine, Roccadaspide, Sacco, Stio, Torchiara, Trentinara, Valle dell’Angelo, Albanella, Altavilla Salentina.

In definitiva, la siccità registrata nel periodo dicembre 2016 – settembre 2017 ha avuto carattere eccezionale e effetti particolarmente dannosi soprattutto per quel che riguarda le colture tipiche delle aree interne.

Il castagno e il nocciolo sono state le produzioni più colpite nei territori afferenti ai C. M. Monti Picentini; olivo, foraggere e il comparto apistico, invece, per quel che riguarda i C.C. M. M. Alento Monte Stella  e Alburni. Il C.M. Tanagro – Alto e media valle del Sele ha registrato perdite inferiori alla soglia stabilita del 30%, così come è accaduto per i territori del C.M. Calore Salernitano.

 

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