Scuola, accolto ricorso di un prof cilentano: da rifare la graduatoria per i docenti di lingua inglese

Lo ha sentenziato il T.A.R. Campania-Napoli accogliendo il ricorso di una professoressa di Vallo della Lucania

VALLO DELLA LUCANIA. Accogliendo l’impugnativa di una docente di Vallo della Lucania, il T.A.R. Campania – Napoli, con sentenza n. 4158/2017, ha disposto la completa riformulazione della graduatoria di merito del concorso pubblico a cattedre per il reclutamento dei docenti di lingua inglese da collocare nelle scuole secondarie di primo e secondo grado della regione Campania.

Condividendo i motivi del ricorso stilato dall’avvocato Pasquale D’Angiolillo, infatti, il collegio giudicante partenopeo ha annullato il decreto del Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale n. 13405 del 14.9.2016, nella parte in cui, nell’approntare l’anzidetta graduatoria concorsuale, aveva disconosciuto alla professoressa due certificazioni linguistiche di livello C1 (in lingua inglese e tedesca), sottraendole il pertinente punteggio nella valutazione dei titoli.

Il Tribunale Amministrativo Regionale ha ordinato, in particolare, all’Amministrazione Scolastica di riconoscere i punti originariamente non assegnati, trasfondendoli “in una nuova graduatoria”, provvedendo “oltre che all’attribuzione del punteggio corretto così come statuito dalla decisione, anche alla corretta collocazione della ricorrente in vista dell’inizio del nuovo anno scolastico”.

Per l’effetto conformativo della pronuncia del T.A.R., l’organo periferico del M.I.U.R., con decreto dello scorso 21 novembre, ha attribuito alla docente cilentana il nuovo punteggio, procedendo alla completa revisione della graduatoria, nella quale la predetta ha scalato ben 17 posizioni.

Nel contempo, i Giudici amministrativi partenopei hanno condannato il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e l’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania alla refusione delle spese processuali, nella complessiva misura di € 2.000,00, oltre accessori di legge, con rimborso del contributo unificato e delle spese di integrazione del contraddittorio liquidate forfettariamente in € 1.000,00.