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Dell’antica campana di San Severino di Centola finalmente si conoscono data e artefice

La campana sarà riposizionata nell’antico borgo

L’Associazione, storica culturale, “Progetto Centola” ha avviato da alcuni mesi un progetto finalizzato a fare emergere e valorizzare l’importante patrimonio culturale del territorio riguardante il Comune di Centola, che include anche i paesi di Palinuro, San Severino, Foria e San Nicola.

Nel corso della ricerca ci si è imbattuti in un’antica campana custodita nella nuova chiesa parrocchiale di San Severino intitolata a Santa Maria degli Angeli.
Questa campana, prima che l’antico Borgo di San Severino fosse abbandonato dagli abitanti che in massa si trasferirono a valle dove fondarono la “Nuova San Severino”, era collocata in una struttura campanaria che si trovava nelle adiacenze della chiesetta del vecchio borgo che fungeva all’epoca da parrocchia e che recentemente è stata restaurata e restituita al culto.

Attraverso un lungo e minuzioso lavoro congiunto che ha visto la partecipazione attiva del sottoscritto, di Rossella Aceto e di Saverio Principe e la decisiva consulenza tecnica del Prof. Francesco Barra, dell’Università di Salerno, si sono decifrate le frasi incise, sia nella parte superiore, sia alla base della campana (altezza cm 91; circonferenza e diametro alla base rispettivamente pari a cm 205 e cm 66).

Da questo studio è stato possibile concludere che trattasi di una:
“Antica campana tardo-medievale (1416). Nella parte superiore reca l’incisione con la firma dell’artefice: «Magister Robertus filius Magistri Bartolomei mea[m] edit».

In quella inferiore vi è la data: «Anno Domini Millesimo CCCC [Quadringentesimo] Decimo Sexto». La campana appartiene alla tipologia, impiegata sino alla fine del secolo XIV, detta a “Pan di Zucchero”, per la forma caratterizzata da un sensibile sviluppo in altezza rispetto al diametro e da un sensibile arrotondamento della calotta. Un affermato maestro fonditore di questo tipo di campane fu l’artefice cilentano Cosma da Laurino (XIII-XIV secolo), attivo anche a Napoli, Nola, Altomonte e Agnone. Non è da escludere che la campana di San Severino del 1416 sia dovuta a un epigono della “scuola” di Cosma, come sta a indicare la sua caratteristica forma”.

E’ probabile che questa campana appartenesse al campanile della grande chiesa, eretta nell’antico borgo fortificato di San Severino tra la fine del 1300 e l’inizio del 1400, detta dal popolo per le sue dimensioni la Cattedrale, della quale oggi sono visibili, purtroppo, solo i ruderi.

Questa campana, sulla base delle informazioni fornite dal vice Sindaco del Comune di Centola, Silvio D’Angelo, dovrà essere ricollocata nell’antico Borgo.
Nel frattempo ci si auspica che questo importantissimo reperto di grande valenza storica e culturale, protetta da un’opportuna cupola trasparente che la salvaguardi dagli agenti ambientali di degradazione, sia posta in esibizione nella nuova chiesa di Santa Maria degli Angeli a testimonianza di quanto importante sia stato nei secoli scorsi l’insediamento di San Severino.

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Un commento

  1. Ottimo. Non si darà mai abbastanza importanza al patrimonio culturale, storico e – perché no?- affettivo, dei nostri Borghi. E S. Severino di Centola è una eredità di prim’ordine.

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