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Stop del Tar all’impianto a biometano, Palumbo: confermato che mancano condizioni per realizzare la struttura

Stop del Tar all’impianto a biometano, Palumbo: confermato che mancano condizioni per realizzare la struttura

“Territorio tutelato dall’amministrazione comunale”

 “Territorio tutelato dall’amministrazione comunale”

«Il Tar non ha fatto altro che confermare quello che avevamo già sostenuto nei nostri provvedimenti di rigetto, ossia che non c’erano e non ci sono le condizioni per realizzare una struttura di quella portata. La Gea s.r.l. aveva chiesto addirittura la sospensiva degli atti e il Tar ha ritenuto non solo che sono legittimi, ma che contengono tutti gli elementi perché questo impianto non venga realizzato. Ovviamente, aspettiamo l’udienza di merito, fissata per il giugno del 2018, ma lo stesso rinvio a otto mesi ci fa capire quanto ci siano state delle forzature per ottenere a tutti i costi l’autorizzazione per la realizzazione d tale impianto».

Così il sindaco di Capaccio Paestum commenta la decisione del Tar di respingere il ricorso presentato dalla Gea per la sospensione del provvedimento del responsabile del Suap di Capaccio Paestum che definisce “improcedibile” l’istanza per la realizzazione di un impianto di produzione di biometano e ammendanti organici alimentato con sottoprodotti agrozootecnici e matrici vegetali non alimentari “per l’asserita carenza di requisiti previsti dal Regolamento edilizio comunale”.

«Questo territorio è fermamente tutelato dall’Amministrazione comunale e nessuno si potrà permettere di violentarlo – prosegue Palumbo – Ribadiamo che chi vuole svolgere delle attività finalizzate alla risoluzione dei problemi dell’inquinamento sul territorio di Capaccio Paestum debba discuterne con le Autorità territoriali, ambientali e i comitati civici. Bisogna agire con piccoli interventi aziendali che non devono essere mirati al lucro, ma alla risoluzione dei problemi e allo stesso tempo al miglioramento della gestione delle aziende stesse. Invece, questa tipologia di struttura, così come era stata concepita dalla Gea, non tutelava nessuno, né l’ambiente, né il territorio, né le aziende stesse, perché mi risulta che ci sono state anche delle forzature in più direzioni. Su questo chiederò al Comando di Polizia Municipale di fare le dovute verifiche perché vogliamo sapere anche se ci sono state delle violazioni di altra natura rispetto a quelle amministrative. Ripeto, non permetteremo a nessuno di violentare questa terra fantastica».

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