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Proseguono i lavori per alleviare la crisi idrica dei comuni del basso Cilento

Polemiche sulla ricerca di fonti da parte del sindaco di Santa Marina: “interventi illegittimi”

Proseguono celermente gli interventi di Consac volti ad alleviare la crisi idrica in alcuni comuni alimentati dal gruppo sorgentizio di Sanza, interessato da una drastica riduzione delle portate idriche e segnatamente nei Comuni di Caselle in Pittari, Morigerati, Santa Marina ed Ispani.

L’alimentazione di questi centri abitati sarà assicurata da un duplice intervento. Il primo di essi, avviato immediatamente dopo l’assegnazione dei fondi da parte della Regione Campania, avvenuta il 1° agosto 2017, consiste nella realizzazione di una tubazione di circa 1,7 Km con annesso impianto per il sollevamento della risorsa idrica proveniente dalla sorgente Ruotolo di Sapri.
L’ultimazione di tale intervento è previsto nell’arco di circa 10 giorni.

Il secondo intervento consiste nell’esecuzione di due pozzi, uno in agro di Sanza ed un secondo in agro di Caselle in Pittari, per i quali è stata inoltrata da parte di Consac la richiesta di autorizzazione all’emungimento alla Provincia di Salerno.
Gli interventi, ed altri che si stanno predisponendo per utilizzare il finanziamento di 1,6 milioni assegnato dalla Regione Campania, rappresentano interventi concreti destinati a migliorare sensibilmente la continuità dell’erogazione.

“Tanto non può dirsi per gli interventi estemporanei e sicuramente illegittimi posti in essere dal Sindaco del Comune di Santa Marina che perseguono principalmente effetti propagandistici essendo privi dei necessari requisiti tecnici, amministrativi e sanitari”, accusa il presidente Consac Gennaro Maione
“La risorsa prelevata – prosegue – potrebbe eventualmente essere utilizzata per l’irrigazione del verde pubblico che, nonostante la crisi, ci risulta invece essere effettuata irresponsabilmente con la risorsa idropotabile. Analogamente appare privo di senso di responsabilità il divieto imposto dal Sindaco circa il prelievo di acqua destinata ad uso emergenziale, mediante autobotte, presso il porto di Policastro”.

“Sarebbe più opportuno, probabilmente, un dialogo costante e proficuo tra le istituzioni in modo da tutelare al meglio l’interesse pubblico”, conclude Maione.

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