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Ha preso il via a Capaccio Capoluogo la campagna elettorale di Franco Sica

Presentate liste e candidati

Nella sala della canonica gremitissima di gente, sabato pomeriggio, a Capaccio Capoluogo, con la presentazione delle liste e dei candidati, ha preso il via ufficialmente la campagna elettorale del candidato sindaco Franco Sica. «Noi crediamo nella nostra città e nelle nostre potenzialità. Capaccio Paestum, città patrimonio dell’Unesco. Già questo è un titolo importante, ma deve essere utile per tutti i capaccesi, per chi vive a Ponte Barizzo e per chi vive a Spinazzo, per chi vive a Capaccio Capoluogo e per chi vive a Torre di Mare. Le migliaia di turisti che vengono sul nostro territorio devono essere un bene per tutti. Questo è uno dei punti fondamentali del nostro programma». E’ partito dal turismo il discorso che Franco Sica ha tenuto al termine dell’incontro, dopo la presentazione dei candidati nelle liste. «Il nostro programma lo abbiamo fatto insieme, è costituito da cinque grossi contenitori. I cinque contenitori comprendono tante proposte che sono realizzabili. – ha proseguito – Turismo per tutti, perché il turismo deve essere un’opportunità per tutti i cittadini. Dobbiamo intercettare questo grosso flusso turistico che arriva nella nostra città perché abbiamo la fortuna di avere una bellissima area archeologica. Ma non abbiamo solo l’area archeologica. Il nostro territorio è vasto e ha tutte le biodiversità che un territorio può avere. Abbiamo il mare, abbiamo la spiaggia, abbiamo la pineta, la pianura, la collina, la montagna. Abbiamo un territorio che dà la possibilità a tutti di fare economia. Bisogna avere la capacità di intercettare i flussi turistici e di portare i turisti a vedere il resto del territorio: le chiese, le aziende bufaline, i caseifici, Capaccio capoluogo».

Ha poi parlato di agricoltura e zootecnia: «I nostri figli oggi vivono in un ambiente eccellente che dobbiamo continuare a proteggere. Le aziende zootecniche devono continuare a essere un settore trainante ma dobbiamo risolvere il problema dei reflui. Uno dei nostri impegni sarà la costituzione di un assessorato all’Agricoltura e alla Zootecnia. Questo territorio merita un assessore di qualità per questo settore. Non è possibile che ancora oggi un agricoltore non sappia con chi dialogare quando va al Comune. Apriremo un tavolo tecnico con gli agricoltori, con i titolari delle aziende zootecniche, con le associazioni di categoria ambientaliste e con gli studiosi, per quanto riguarda lo smaltimento dei reflui zootecnici che da problema trasformeremo in risorsa».

Ha parlato dei problemi delle fasce sociali più deboli e in particolare delle persone diversamente abili: «Non è possibile che in una città civile ci siano ancora barriere architettoniche. Sono persone che da troppo tempo aspettano risposte e che meritano risposte. Per questo avvieremo una serie di iniziative in modo da ridurre al minimo le loro difficoltà».

Per quanto riguarda il Puc ha aggiunto: «Sono ormai anni e anni che se ne parla. Ogni amministrazione che si è succeduta ha cercato di realizzarlo. E’ importante per il nostro territorio ma bisogna fare molta attenzione. Sappiamo tutti che a luglio dovrebbe scadere la proroga dei termini per la redazione del Puc. E ci auguriamo che ci sia una ulteriore proroga. In caso di vittoria la nostra intenzione è di lavorare celermente e di rispettare le scadenze. Il Puc è fondamentale per lo sviluppo del nostro territorio e non si può perdere altro tempo».

E’ poi tornato su quei servizi “ordinari” che tuttavia mancano: «I cittadini capaccesi non chiedono tanto, chiedono poco, ma quel poco gli spetta: la viabilità, il poter praticare strade sicure, la sicurezza di poter uscire di casa senza paura dei ladri, la possibilità di utilizzare scuole e strutture sportive moderne e a norma. Hanno diritto a dei punti di aggregazione in cui le persone, soprattutto i giovani, possano incontrarsi».

Sulla fascia costiera: «Un candidato sindaco ha detto che intende fare un lungomare tipo Rimini: asfaltare la strada, costruire una ringhiera e abbattere la pineta. Ma la pineta è fondamentale, è un grosso polmone naturale. La pineta si può riqualificare, non è vero che non ci si può far nulla. La dobbiamo far diventare risorsa, ci sono le possibilità di farlo. Dobbiamo ridare la possibilità ai cittadini capaccesi di vivere la pineta perché oggi è un luogo che sta morendo».

In conclusione, ha detto: «Oggi Capaccio Paestum ha bisogno di riappropriarsi della propria identità e della propria unità. Questa è la condizione sine qua non per cambiare finalmente rotta al nostro paese. Non imporremo niente dall’alto, ma se dobbiamo proporre dei progetti li faremo insieme a voi, insieme alle associazioni di categorie, raccoglieremo le vostre proposte e insieme realizzeremo quelli che sono i progetti fondamentali per cambiare il nostro paese. Ognuno di noi deve sentirsi cittadino di Capaccio Paestum e non di una singola borgata, perché i cittadini di Capaccio Paestum sono tutti uguali , ogni contrada ha la sua peculiarità che verrà valorizzata. Ma solo se siamo uniti tutti noi cittadini possiamo iniziare a dare una nuova prospettiva per noi, per i nostri figli e per i nostri nipoti».

Redazione Infocilento
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