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Crisi idrica in Cilento: ieri incontro in Regione. Redatto un piano di interventi

Poche piogge problemi in vista della stagione estiva

VALLO DELLA LUCANIA. La Regione è pronta a fare la sua parte per far fronte alla grave carenza di risorsa idrica che si registra nei comuni del Cilento e Diano. A chiusura dell’incontro che si è svolto ieri pomeriggio a Napoli alla presenza del direttore generale per il settore dei servizi idrici della Regione Michele Palmieri, é stato redatto un piano di interventi che dovrà essere attuato in maniera sinergica dalla Consac presieduta da Gennaro Maione, Comuni, Prefettura e Regione. Se non si interviene subito la crisi è destinata a creare grossi disagi alle comunità locali soprattutto nei centri costieri che tra qualche settimana si affolleranno di vacanzieri. Ad illustrare la situazione di emergenza il direttore dei servizi idropotabili della Consac, Felice Parrilli

“Le sorgenti montane a causa della scarsità di pioggia, registrano un calo di circa il 40 per cento rispetto ai valori medi degli ultimi venticinque anni”. La Regione si é impegnata a valutate la situazione di crisi e a prendere in esame le proposte avanzate dalla Consac. In particolare é stato chiesto alla Regione di emettere specifica ordinanza allo scopo di “dichiarare la crisi idrica, adottare disposizioni che privilegiano il consumo umano e disporre la riduzione di prelievi per consumi agricoli”. La Regione dovrà invitare anche la Provincia ad introdurre limitazioni di prelievi di acqua potabile ed invitare i gestori ad effettuare campagne straordinarie di ricerca e riduzione delle perdite e coinvolgere gli organi di protezione civile affinché venga predisposto un piano per assistere le popolazioni interessate da prolungate interruzioni. In ultimo la Regione dovrà individuare un soggetto a cui affidare funzioni di coordinamento tra i vari attori istituzionali che potrebbe essere l’Ato il cui presidente Geppino Parente era presente all’incontro partenopeo.

La Consac da parte sua si è impegnata ad intensificare la ricerca e riparazione di perdite soprattutto sulla obsoleta condotta del Faraone, chiudere gli sbocchi connessi a fontanili pubblici, ed utilizzare autobotti in propria dotazione. I comuni dovranno emettere ordinanze in cui si faccia obbligo ai cittadini di evitare sprechi della risorsa idrica ed applicare sanzioni in caso di mancato rispetto. La Prefettura potrà sopperire alle carezze idriche che si presenteranno con uso di autobotti proprie ed indire riunioni fra i soggetti interessati dall’emergenza.

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