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Cronaca

Scatta lo stato di agitazione dei dipendenti del comune di Capaccio Paestum

Scatta lo stato di agitazione dei dipendenti del comune di Capaccio Paestum

L’accusa dei sindacati: comune continua ad assumere iniziative unilaterali

L’accusa dei sindacati: comune continua ad assumere iniziative unilaterali

CAPACCIO PAESTUM. “Restando disattese diverse richieste e sollecitazioni, CISL FP unitamente a CGIL FP e UIL FPL, dietro mandato ricevuto anche dai lavoratori dell’ente Comune di Capaccio, hanno proclamato lo stato di agitazione del personale dipendente e hanno richiesto l’attivazione delle procedure per il raffreddamento del conflitto”. Lo fanno sapere Alfonso Rianna della Cgil Fp, Carlo Astone della Uil Fpl e Vincenzo Della Rocca della Cisl Fp.

“L’Amministrazione comunale di Capaccio impegnata fortemente nell’assicurare l’azione democratica per il rinnovo delle cariche politiche – dice il rappresentante della Cisl – sfugge dal confronto richiesto dai lavoratori colpevoli unicamente di voler tracciare linee trasparenti e legittimanti per assicurare il mantenimento di servizi efficaci ed efficienti alla collettività, nonché valorizzare le professionalità interne, superare ogni forma di precariato ed investire su nuove assunzioni rivolte principalmente nei confronti dei giovani.”

A creare malcontento in particolare “l’atteggiamento assunto dalla parte pubblica del Comune Capaccio, che nonostante la nostra piena disponibilità ad assumere ogni iniziativa sinergica per assicurare il buon andamento amministrativo, a tutt’oggi persevera nell’assumere iniziatine unilaterali estromettendo di fatto ogni forma di confronto sindacale tanto da compromettere la tenuta delle corrette relazioni sindacali”.

“Sebbene l’amministrazione abbia ricevuto nostra formale richiesta per l’attivazione di un tavolo di esame congiunto sul promulgato programma per le assunzioni e della dotazione organica, persevera nel mantenere un atteggiamento ostile nell’attivare le prescritte norme democratiche sfuggendo ancora una volta al confronto”, accusano Cgil, Cisl e Uil che sono pronte ad organizzare forme di mobilitazione.

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