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Depuratore di Sassano, dal Comitato Civico Che Fare? accuse al sindaco Pellegrino

Depuratore di Sassano, dal Comitato Civico Che Fare? accuse al sindaco Pellegrino

Polemiche contro il primo cittadino per il depuratore di Sassano: si nasconde dietro il silenzio

Polemiche contro il primo cittadino: si nasconde dietro il silenzio

Il “Comitato Civico Che Fare?” ha formalmente inoltrato al sindaco Tommaso Pellegrino la richiesta di Convocare un consiglio comunale aperto sul tema della gestione del depuratore di via Limiti. “Il Comune di Sassano – denunciano dal Comitato – nascondendosi dietro ad un assordante silenzio, non ha risposto alla richiesta di accesso agli atti presentata alla fine di dicembre 2016 negando la possibilità di poter esercitare un diritto e chiarire come mai un’azienda “sospettata di essere in odore di camorra” abbia potuto gestire il depuratore sassanese o se le sia mai stata richiesta la certificazione antimafia”.

Dal Comitato Civico Che Fare?” ritengono che il primo cittadino, anche in quanto Ufficiale di Governo ed autorità sanitaria, responsabile della salute dei cittadini “non può trincerarsi dietro ad un burocratico silenzio tipico dei tanti azzeccagarbugli di cui è generosa la pubblica amministrazione. Ha, perciò, il dovere di rispondere ai cittadini che chiedono trasparenza e pretendono il rispetto del diritto di sapere. E lo deve fare nel luogo deputato dando la possibilità a tutti di ascoltare le sue ragioni, assumendosene la responsabilità : il Consiglio Comunale”.

La gestione della struttura, denuncia il comitato, “è affidata ad un’azienda già sottoposta dalla Procura di Lagonegro ad indagini per «attività di gestione dei rifiuti non autorizzata» e che ha sostituito la precedente ritenuta collegata alla criminalità organizzata nonchè coinvolta in importanti indagini di camorra, tanto da considerarla vicina ai clan dei casalesi. L’attuale gestore, da considerare collegato al precedente, è stato sottoposto ad interdittive da diverse Prefetture e indagini varie sull’inquinamento delle acque. Una società nella quale, secondo la Prefettura di Caltanisetta, “…sussistono tentativi di infiltrazione mafiosa da parte della criminalità organizzata”.

Di fronte ad un atteggiamento “inequivocabilmente omertoso, volto a nascondere informazioni che la legge impone di rendere accessibili” il Comitato “non può che manifestare sconcerto. E preoccupazione, anche alla luce delle pretese di chi, oggi a capo dell’amministrazione comunale sassanese, in passato ha fatto parte di commissioni parlamentari che si sarebbero dovute occupare di lotta alla criminalità e che aspirerebbe – in futuro – ad una candidatura in parlamento per tutelare gli interessi del territorio”

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