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Cronaca

Furto del tesoro di San Pantaleone: ecco come hanno agito i malviventi

Furto del tesoro di San Pantaleone: ecco come hanno agito i malviventi

Colpo pianificato nei minimi dettagli, comunità sotto choc. Ecco come è avvenuto il furto del tesoro di San Pantaleone a Vallo della Lucania

Colpo pianificato nei minimi dettagli, comunità sotto choc

VALLO DELLA LUCANIA. Inizia a delinearsi la modalità con cui i malviventi questa notte hanno agito per mettere a segno il furto nella cattedrale di San Pantaleone.

Il colpo

I ladri sono entrati in azione intorno alle 3.40, hanno forzato la porta della sacrestia quindi, una volta dentro, con un grosso arnese hanno sfondato la teca che custodiva il tesoro del Santo ed hanno preso tutto ciò che si sono trovati sotto mano. Le telecamere interne alla Chiesa hanno ripreso tutto prima che i malviventi le mettessero fuori uso. Prima di andare via i ladri hanno squarciato le gomme di dodici auto parcheggiate nei pressi della Cattedrale e chiuso con delle fioriere l’accesso alla piazzetta dal corso. Quindi sono fuggiti da un vicoletto che porta dritto alla variante. Una volta qui sono scappati probabilmente con due auto.

La teca contenente il tesoro di San Pantaleone

La teca contenente il tesoro di San Pantaleone

A terra sarebbero stati trovati pochi dei resti del tesoro, un forcone ed alcuni panni. L’allerta è stato dato Don Aniello Scavarelli, parroco della Cattedrale, che aveva ricevuto il segnale di allarme proveniente dalla cattedrale. E’ stato lui a a contattare i carabinieri della compagnia di Vallo della Lucania. I militari, agli ordini del capitano Mennato Malgieri, hanno subito avviato le indagini. Sul posto anche la scientifica di Salerno per i rilievi del caso. Sono state acquisite le immagini delle telecamere di sorveglianza di alcune attività commerciali per provare ad identificare i malviventi e a capire di più sul furto. Il colpo per il modo in cui è stato messo in atto è stato pianificato nei minimi dettagli, probabile che i ladri abbiano prima studiato la zona e poi deciso come e quando agire.

Una comunità sotto choc

E’ una comunità sotto choc quella di Vallo della Lucania. C’è rabbia, indignazione, sgomento, sentimenti che si mescolano tra di loro. Per tutta la giornata c’è stato un via vai di persone che sono accorse nella Cattedrale per pregare. Alcuni non sono riuscite a trattenere le lacrime. “Hanno rubato la nostra identità”, dice qualcuno. “Erano in otto, il bottino avrà un valore irrisorio se dovranno dividerlo tra di loro”, evidenziano altri.

“Sono deluso – ha raccontato don Aniello Scavarelli – sono stati calpestati i sentimenti di tanta gente, ma dobbiamo andare avanti, prendere atto di cosa è successo e rafforzare la nostra fede e la nostra vita d’amore per San Pantaleo”.
Ma c’è anche chi prova rabbia per l’accaduto e non mancano le polemiche. C’è chi si domanda se le telecamere comunali abbiano funzionato, chi ricorda che da tempo si chiedevano maggiori controlli e più sicurezza nella zona. Il sindaco Antonio Aloia ha invitato all’unità ed ha ricordato come con questo furto “E’ stato colpito il cuore della nostra città, hanno portato via il simbolo della venerazione del nostro santo”. Il primo cittadino ha auspicato che “Le forze dell’ordine possano presto consegnare alla giustizia i malviventi”.

I precedenti

La cattedrale dedicata a San Pantaleone a Vallo della Lucania

La cattedrale dedicata a San Pantaleone a Vallo della Lucania

Non è la prima volta che i ladri prendono di mira il tesoro di San Pantaleone. L’ultimo caso risale al 2013. Era settembre e i malviventi cercarono di entrare in chiesa da una porta secondaria, fortunatamente senza riuscirvi. La scoperta fu fatta la mattina seguente dal parroco Don Aniello Scavarelli. Già allora il caso mise in subbuglio la comunità locale. Già all’epoca, infatti, il presidente del comitato festeggiamenti San Pantaleone, Lello Nicoletti, chiese all’amministrazione comunale il potenziamento del sistema di videosorveglianza.

Il tesoro

Ma cos’è il tesoro di San Pantaleone? Era rappresentato da ex voto e donazioni fatte dai fedeli in segno di devozione al Patrono. Era composto da oggetti in oro e preziosi consegnati alla Chiesa fin dalla fine dell’800.

Fino agli anni ’90 il tesoro veniva esposto sulla statua del Santo in occasione della Processione. Fu poi il vescovo Rocco Favale di lasciarlo in cattedrale anche durante i festeggiamenti. Era custodito in una teca all’interno della cattedrale.

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