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Caldoro, sanità? Abbiamo fatto miracoli. Su Agropoli parta l’operazione verità

Caldoro, sanità? Abbiamo fatto miracoli. Su Agropoli parta l’operazione verità

Chiudere l’ospedale di Roccadaspide? Una follia

Chiudere l’ospedale di Roccadaspide? Una follia

“Solo noi nella sanità abbiamo fatto i veri miracoli. Non abbiamo risolto tutti i problemi ma reso possibile una nuova stagione, in Campania ed a Salerno”. Lo dice l’ex Governatore Stefano Caldoro che rivendita le scelte positive fatte in materia sanitaria che “hanno permesso il passaggio dal deficit di 850 milioni al pareggio di bilancio e poi all’attivo”. Ciò “ha consentito lo sblocco del turnover e investimenti per disegnare una nuova sanità”.

Caldoro, poi, si sofferma sulla situazione in provincia di Salerno: “Qui abbiamo avviato la rivoluzione più consistente. Dopo anni di ritardi e chiacchiere, con il sostegno del mondo Accademico, ho consentito la nascita della facoltà di medicina. Un successo. Nell’agro abbiamo salvato l’ospedaledi Scafati, razionalizzato tutto il sistema, tutelato la struttura di Mercato San Severino”. L’ex Governatore ricorda che poi che “L’attuale governance della sanità, quella campana e salernitana, ha previsto la chiusura dell’ospedale di Roccadaspide. Una follia. Noi abbiamo previsto e salvato Roccadaspide cosi come Polla ed Oliveto Citra, realtà chiuse dal centrosinistra alla Regione”.

“Ci sono oggi ancora le condizioni per salvare l’ospedale di Roccadaspide e della Valle del Calore – aggiunge – Solo la sciatteria e la scarsa competenza possono favorire la chiusura. Serve una reazione forte e decisa. La cattiva politica sta mettendo le mani sulla sanità salernitana e farà danni. Gli stessi fatti per anni. Errori e mistificazioni delle realtà”. Caldoro interviene anche su Agropoli, considerato “l’emblema della stagione dei veleni e delle incompetenze”. La sinistra di Alfieri e De Luca ha chiuso la struttura con il decreto 49. Noi abbiamo rispettato le normative nazionali in attesa di individuare soluzioni definitive mantenendo ad Agropoli il presidio aperto. La sanità che ho lasciato in Campania, con più risorse e più personale, consente oggi anche ad Agropoli nuove soluzioni invece si peggiorano le cose e si chiude anche quello che riuscimmo a difendere”.

“Nella scorsa estate, ad esempio, si è fatto meno rispetto alle nostre disposizioni dell’anno precedente – aggiunge – Ad Agropoli nella estate 2015 abbiamo attivato il primo soccorso, la rianimazione, la cardiologia, la radiologia e i laboratori di analisi. Un primo passo per ripartire. Ed invece il duo Alfieri De Luca durante la loro gestione, non è stato capace di attivare i servizi di cardiologia e rianimazione”. “Passi indietro”, conclude Caldoro

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